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Milan champagne. Non c’è un "caso" Pato

autore
Giulia Polloli
per Milannews.it
sabato 22 gennaio 2011, 00:00Milanello in rosa
autore Giulia Polloli
22.01.2011 00:00Milanello in rosa
Giulia Polloli
Giulia Polloli

Eccolo il famoso Icaro rossonero e riecco il calcio-champagne che mancava da un po’ di gare nei ricordi rossoneri.
Ibrahimovic, Cassano, Robinho, Icaro appunto, un tridente che gioca con una tranquillità negli occhi, con un’intesa, inattesa forse, con una intensità da far dimenticare le ultime opache prove dei rossoneri.
Si perché il Milan ha ritrovato la fantasia nei piedi di Cassano e Robinho e la concretezza, come sempre affidata al trascinatore, uomo simbolo, Ibrahimovic che colpisce il Bari con una prodezza balistica che entrerà, anch’essa, negli annali.
La potenza di questo giocatore non è solo quella impressa sulla palla (ne sa qualcosa Alvarez che blocca col viso una sua punizione), ma è la grinta contagiosa che mette in campo, è l’affiatamento che ha già creato con Cassano: uno sguardo d’intesa e tutto sembra essere telecomandato.
E il barese esce vincitore da questa prima sfida da titolare. Allegri lo lancia in mischia da subito e Prandelli ringrazia. E lo stadio lo applaude all’uscita dal campo. Insomma Cassano al Milan sembra rendere tutti felici e contenti. E ai quarti Fantantonio ritroverà la sua Sampdoria, in una sfida che di certo lo vedrà protagonista.
E Robinho? Il brasiliano ben si inserisce in questo rapporto a due, ricordando agli scettici che non è dotato solo di una pregevole tecnica, ma che ha ben incamerato anche i desideri tattici di Allegri.
In tutto questo non dobbiamo dimenticarci di volgere lo sguardo anche al reparto arretrato. Yepes ha affiancato Nesta al centro della difesa e non ha di certo fatto rimpiangere l’assenza di Thiago.
Antonini e Oddo hanno giocato a ritmi elevati, dando progressione e velocità alle fasce e scodellando ottimi cross per il tridente rossonero.
Forse le voci di mercato hanno ridato energia alla coppia difensiva. Antonini non ha alcuna intenzione di abbandonare la Milano rossonera e anche Galliani sembra ribadire la volontà del terzino con parole ufficiali. Oddo dal canto suo, sottoutilizzato da mister Allegri, avverte i papabili nuovi compagni che dovranno lottare per ottenere una maglia da titolare. Sempre che i papabili alla fine possano arrivare. Galliani ha confermato le difficoltà sugli accordi economici per Ziegler e Lazzari, che se non saranno risolte lasceranno la squadra di allegri così com’è. E nessuno dunque sembra volersi, o potersi, liberare così in fretta dell’incombenza di poter dare il proprio contributo alla causa rossonera.
Causa che ora sembra trovare nuova linfa proprio dalle sue radici, da quel settore giovanile che da un po’ è tornato protagonista nel crescere campioni fatti in casa.

La prova di Merkel ha convinto. Il biondissimo tedesco classe ’92 ha giocato con la determinazione di un veterano, ha segnato un gol fondamentale e prodotto assist ai compagni: quello determinante per il gol del 3-0 siglato da Robinho è stato pregevolissimo. E non bisogna dimenticarsi di Strasser, altra perla pregiata sfornata dal lavoro del tandem Galli-Stroppa, già in evidenza a Cagliari.
E ora veniamo al talento più chiacchierato di queste ultime settimane: Alexandre Pato. Allegri l’ha lasciato a riposo in panchina, regalandogli solo uno spiraglio finale. I battibecchi con Ibrahimovic e Gattuso, due giocatori da cui Pato dovrebbe prendere esempio per continuità e passione nel lavoro, sembrano essere dimenticati e soprattutto si spera metabolizzati.
Pato è indubbiamente un campione, ma non è ora che si sieda a godere dei frutti della sua carriera. Pato è giovane, ma non alle prime armi. Da lui il Milan si aspetta molto, perché Alexandre ha dimostrato di poter essere determinante quanto e più, anche di Ibrahimovic. E avere una coppia di attaccanti come quella rossonera è il sogno di qualsiasi squadra al mondo e non si riesce a pensare che invece Allegri possa essere costretto a fare delle scelte “caratteriali”. In questo momento il Milan si deve scuotere di dosso il pensiero dell’arrembaggio nerazzurro. L’avanzata dei cugini non deve sorprendere, soprattutto con Leonardo in panchina. Ma questo dovrebbe materializzare nelle menti rossonere quello stimolo in più per ritrovare se stessi e avanzare come una corazzata nel campionato. Domenica sera ci sarà il Cesena a S.Siro, squadra che ha fatto barcollare il superego interista, che ha scosso l’ambiente nerazzurro salvo poi trovare l’eroe del giorno che ha placato gli animi in tensione.
E Allegri, che per cinque minuti aveva ritrovato Pirlo, forse dovrà privarsene di nuovo: il regista rossonero infatti ha dato forfait nella gara contro il Bari dopo pochissimo, a causa di un fastidio al ginocchio. L’estro di Pirlo è fondamentale sia per “Icaro”, che sembra aver preso il volo, che per Pato che ha le piume pronte e le ali forti per innalzarsi verso il cielo. Ma Allegri pian piano sta recuperando i suoi uomini, le fatiche di Dubai stanno per essere smaltite e i muscoli, come motori roboanti, sono ormai caldi e pronti alla corsa in piena velocità. E se anche non arrivassero i pezzi di ricambio tanto attesi, la macchina rossonera saprà sfruttare ogni singolo componente per arrivare al traguardo, tagliandolo e coprendosi di allori, come gli eroi di grandi imprese.
 

per Milannews.it

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