Un investimento "fragile"
Francesco Somma
Dovevano essere i giorni di Galliani in Brasile, sulle orme di Ariedo Braida e sulle tracce di Paulo Henrique Ganso, l’uomo che ha aperto con largo anticipo il mercato del Milan, finendo praticamente dal mese di gennaio in cima alla lista degli obiettivi della dirigenza di Via Turati, e invece non sono altro che giorni come tanti. Insieme a Neymar, Ganso ha catalizzato l’attenzione dei media di tutto il mondo verso un campionato, quello brasiliano, da sempre fucina di talenti tutti da scoprire. Nei suoi confronti il Milan si è sbilanciato, manifestando un interesse forte e promettente, ma poi sono arrivati gli infortuni, prima uno al ginocchio (il secondo in meno di un anno), poi uno di natura muscolare alla coscia, patito il nove maggio scorso in Copa Libertadores contro il Corinthians. La guarigione, teoricamente definitiva, e Galliani che organizza la spedizione per andare a sondare dal vivo le condizioni del suo pallino, convocato per Santos-Peñarol prima di cadere, ancora una volta in un infortunio la cui natura non è ancora precisa.
Dietrofront: niente Brasile, se ne parlerà in futuro, magari durante la Coppa America, che vede il fantasista di Ananindeua tra i 22 convocati di Menezes, e che per la nazionale verdeoro avrà inizio il prossimo 3 luglio. Ganso vuole il Milan, il Milan vuole Ganso, anche se non è lui “Mister X”, semplicemente perché non è una mezzala ma un trequartista in piena regola. E’ un fuoriclasse, lo dimostra da anni, ma un fuoriclasse fragile, che a soli 21 anni ha già subito due infortuni gravi quattro nell’arco di un anno. Costerebbe molto meno di Fabregas e Pastore, meno anche di Hamsik, ma siamo sicuri sia il caso di investire su un campione così propenso all’infermeria?


