Da promessa a prodigio, a "problema"...
Francesco Somma
Da promessa a prodigio, a problema. In tre parole, ecco riassunta la parabola dell’ultimo decennio di Marco Borriello, passato appunto da promettente centravanti delle giovanili rossonere, a punto di riferimento per l’attacco di Leonardo, a problema per la Roma. L’ultima stagione in giallorosso lo ha visto segnare 16 reti tra campionato, Coppa Italia e Champions League, che non sono bastati –non ancora, almeno – a convincere la dirigenza capitolina a puntare su di lui anche l’anno prossimo.
Ecco allora che, qualora la Roma dovesse decidere di non pagare il riscatto da 10 milioni di euro, dopo la “fuga” da Milanello conseguente all’arrivo di Ibrahimovic, Marco Borriello potrebbe tornare in rossonero. La prospettiva di un’annata in panchina a beneficio di Ibra lo convinse meno di dodici mesi fa ad emigrare alla corte di Montella: una scelta che alla lunga non ha pagato o lo ha fatto soltanto in parte. Perché non giocarsi le proprie carte a prescindere dalla presenza di un pezzo da 90? In rossonero avrebbe giocato meno rispetto ad Ibra, ma candidandosi avrebbe fatto comodo ad Allegri e, soprattutto, sarebbe diventato campione d’Italia.
Classe ’82, dopo 3 anni trascorsi nelle giovanili del Milan e sei in prima squadra, all’orizzonte seppur lontana, Borriello vede quella che potrebbe essere la settima stagione in rossonero, ma al momento tutto passa per l’incontro con il d.s. Sabatini, che avrà luogo da qui a qualche giorno e farà definitivamente chiarezza sul futuro del n.22.


