Un sacrificio amaro
Matteo Calcagni
Davide Astori è ufficialmente un giocatore del Cagliari: al Milan andranno circa 4 milioni di euro, una cifra importante ma di certo non esorbitante. Dopo aver acquisito Mexes e Taiwo a parametro zero, seguiti dalla comproprietà di El Shaarawy ("scontata" grazie all'inserimenjto della metà di Merkel), la dirigenza rossonera ha incassato una somma superiore ai 15 milioni di euro, grazie ai riscatti di Borriello (Roma), Legati (Padova) e appunto il bergamasco Astori. Un tesoretto importante, mattoncino dopo mattoncino, che ricorda la pila di milioni messa insieme nell'estate del 2008, quando molti giovani rossoneri furono sacrificati per affrontare il "colpo" Ronaldinho. Quest'anno la storia potrebbe ripetersi, con un altro protagonista che andrebbe a rinforzare la linea mediana rossonera, attualmente priva di un vero e proprio faro e maestro.
A prescindere dalle esigenze finanziarie, tuttavia, la cessione definitiva del centrale rossoblù lascia un certo amaro in bocca: i tifosi rossoneri non hanno preso bene la notizia, fiduciosi che il ventiquattrenne bergamasco potesse rappresentare un elemento importante per il futuro del Milan. Così non sarà, con la società che potrebbe avere idee divergenti per il reparto centrale: è vero che quest'anno la difesa è ben coperta, ma è palese che tra dodici mesi, con Nesta e Yepes trentaseienni, non ci si potrà esimere dal ringiovamento. In quest'ottica un centrale come Astori, seppur attualmente non rappresentasse una priorità impellente, avrebbe fatto decisamente comodo. Sempre che quei 4 milioni, insieme a tutti gli altri, siano necessari per costituire l'obbligato "tesoretto" rivolto al grande colpo ad effetto.


