Benvenuto Faraone! Cesc, zero possibilità, ma è lui l'uomo giusto. L'Oca campione attende il Natale
Matteo Calcagni
E' giusto, e doveroso, aprire con un caloroso e sentito benvenuto: El Shaarawy, seppur in compartecipazione col Genoa, è ufficialmente un giocatore rossonero. L'italo-egiziano, dopo la prima "fase" della maturità scolastica, ha sostenuto i test medici ed atletici di rito, per poi appore la sua firma sul contratto che lo ha legato al Diavolo. Il diciottenne savonese, in questi giorni, ha concesso tantissime interviste: molteplici i temi, con un unica costante, la modestia e la pacatezza. Stephan non ama gli eccessi: oltre ad essere un atleta da Milan, lo è anche a livello psicologico ed umano, mostrando un carattere ed un equilibrio non comuni. E' difficile, a quell'età, non montarsi la testa per una chiamata di un grande club: il "Piccolo Faraone" ha i piedi ancora saldamente a terra, conscio che il "percorso" è appena cominciato. L'ex Padova, tra le altre cose, ha anche definito la sua posizione prediletta in campo: "Esterno o seconda punta" come dichiarato qualche mese or sono quando ancora vestiva la casacca biancorossa. Il ruolo di trequartista, che aveva intepretato la scorsa stagione sotto la guida di Calori, non sembra il preferito del giovane attaccante: al Milan tuttavia si dovrà adattare, anche perchè la trequarti campo è la zona attualmente meno presidiata della rosa rossonera.
"Zero possibilità: non è un sogno perchè non l'abbiamo mai desiderato" con queste parole Adriano Galliani ha chiuso la porta a Cesc Fabregas. Dichiarazioni piuttosto chiare, quelle dell'Amministratore Delegato rossonero, che però tendono a contrastare leggermente con le affermazioni di Massimiliano Allegri. Il tecnico toscano, interpellato sullo stesso argomento, non ha confermato ne smentito il nome del catalano, facendo capire che al Milan servirebbe proprio un giocatore con quelle caratteristiche. Se a questo aggiungiamo il sorriso di Galliani, sfoderato alla cena inaugurale del Workshop livornese, è chiaro che la lampadina possa cominciare a illuminarsi. Una smentita doverosa, dunque, anche perchè l'eventuale trattativa per Fabregas, sempre che si realizzerà, sarà tortuosa ed irta di ostacoli: oltre all'ostracismo dell'Arsenal, infatti, bisognerà combattere l'enfasi blaugrana nel ricondurre all'ovile il suo "figliol prodigo". Il Milan può lottare ed usare le armi a sua disposizione, sperando che Cesc scelga l'"Inferno" rossonero invece del "Paradiso" di casa Catalogna.
Paulo Henrique Ganso e il Milan erano, sono e saranno vicinissimi: bisogna ora capire quando, e come, questo matrimonio si realizzerà. Difficile, impossibile, che la dirigenza rossonera abbandoni una pista, seguita e percorsa per mesi, soltanto per qualche problemino di troppo (come l'ultimo guaio muscolare dell'8 maggio). Giusto spegnere i riflettori su un'operazione fin troppo pubblicizzata, ma è evidente che in via Turati si desideri sempre il ventunenne di Ananindeua. L'Oca, dopo aver smentito le ultime dichiarazioni pro-Milan, si sta ora preparando per l'imminente Coppa America in Argentina: una competizione sentitissima che, nell'intero mese di luglio, metterà in mostra un numero esagerato di talenti straordinari. Paulo Henrique, fresco campione di Libertadores con il suo Santos, sarà il 10 della Seleçao di Mano Menezes: l'allenatore verdeoro ha intenzione di costruire un "quadrilatero magico" con Robinho, Neymar, Pato e appunto Ganso. Il Diavolo lo osserverà con attenzione, in attesa di poter finalmente abbracciarlo in rossonero: con il probabile ritorno ai due extracomunitari tesserabili, il Milan dovrà decidere il momento giusto per mettere le mani sul talento paulista. Difficile prenderlo in estate, anche per via del Mondiale per Club a cui parteciperà il Santos a dicembre, più probabile un approdo a ridosso del Natale, quando il club di San Paolo potrebbe abbassare le pretese economiche e lasciare l'Oca libera di "volare" dove meglio crede.


