Dopo 110 anni arriva l'inferno. Lamela ora vale la metà, per lui futuro in Italia
Francesco Specchia
110 anni di storia per conoscere l'inferno della seconda divisione. Il River Plate di Passarella retrocede dopo uno spareggio al cardiopalma contro il Belgrano. 2 a 0 l'andata e 1 a 1 al Monumental. La Banda verrà smantellata. Che fine farà il gioiello del River? Erik Lamela, trequartista tutto suola e mancino raffinato, lascerà l'Argentina per approdare in Europa. Sicuramente in Italia. Il club rossonero detiene la prelazione sull'acquisto del giocatore, frutto dei rapporti creati da Braida con i dirigenti biancorossi. Il numero 10 però, è seguito anche da Bigon (Napoli) e Walter Sabatini (Roma). A gennaio la valutazione del fantasista si aggirava intorno ai 15 milioni di euro. Ora, dopo la storica retrocessione e il momento disastroso delle casse del River, che non paga gli stipendi da oltre un anno, il valore del cartellino è precipitato. Prima dello spareggio Passarella era disposto a privarsi di Lamela per 8 milioni.
Oggi, complice la sconfitta contro il Belgrano, ne vale massimo 6. Ma serve davvero al Milan? Nell'ultima sfida valevole per la permanenza nella Primera Division, il centrocampista classe 1992 non ha certamente disputato una delle sue migliori partite. Troppo fumoso e poco concreto. Molta suola e poca cattiveria. Nella bolgia del Monumental sembrava spaesato, non è stato in grado di prendere per mano i compagni. Ama partire dalla sinistra per poi svariare su tutta la trequarti avversaria. Il ragazzo è innamorato del pallone, forse troppo, tendendo così a rallentare la manovra offensiva. Detto questo, rimane un giocatore dalle indiscusse doti tecniche, capace di risolvere una partita attraverso un suo lampo. Nel Milan operaio di Massimiliano Allegri, farebbe fatica a ritagliarsi il giusto spazio, in virtù di uno scacchiere tattico che non prevede l'utilizzo di un trequartista laterale. A questo punto, potrebbe tornare utile per arrivare all'acquisto, come pedina di scambio, del famoso Mister X.


