ESCLUSIVA MN - Mr. Amore su Felicioli: "Un giocatore straordinario, devastante palla al piede e grande trascinatore"
Stefano Maraviglia
L'ingaggio da parte del Milan, del giovane talentino marchigiano Gian Filippo Felicioli (classe '97) ha suscitato grande curiosità tra i tifosi milanisti, stuzzicati soprattutto dai pareri riferiti in esclusiva dalla nostra redazione. Per approfondire il discorso tecnico, MilanNews.it ha raggiunto e intervistato sul posto in Esclusiva mister Valentino Amore, attuale tecnico della formazione Juniores del Camerino Calcio, nonché ex allenatore del giovane Felicioli neo-acquisto rossonero.
Lei ha allenato Felicioli prima dell'avventura alla Maceratese e del conseguente salto in rossonero, che giocatore è Gian Filippo?
“Ho avuto la fortuna di allenarlo due anni fa a Camerino, in quella stagione abbiamo tra l'altro vinto il campionato provinciale Giovanissimi. In campo è un giocatore straordinario sotto tutti i punti di vista, rispettoso verso i compagni di squadra e gli avversari, oltretutto in grado di fare la differenza essendo dotato sia fisicamente che tecnicamente”.
Quali sono le sue doti principali? E le sue giocate migliori?
“Grande facilità di calcio, nonostante sia un mancino naturale usa indistintamente entrambi i piedi. Diventa devastante quando punta la porta in velocità, con la palla incollata al piede”.
Nonostante la giovane età Felicioli è stato descritto come un elemento particolarmente preparato tatticamente, conoscendolo in quale porzione di campo può rendere al meglio?
“Personalmente l'ho utilizzato spesso da seconda punta e in base alle esigenze, anche da centrocampista centrale, a mio avviso però può rendere al meglio giocando da laterale in un 4-4-2. Mi sono spesso trovato ad impiegarlo sul versante destro, in questo modo il ragazzo era in condizione di sfruttare la sua progressione palla al piede, per poi rientrare sul sinistro e calciare in porta, aiutato dall'ottima proprietà nel dribbling, da un grande tiro, nonché da una freddezza unica una volta giunto a tu per tu con il portiere”.
Approdato a Camerino per giocare con i pari età, venne poi lanciato nella mischia con ragazzi ben più grandi, ci racconta l'esordio?
“Gian Filippo essendo un '97, approdò nella nostra società per giocare con i ragazzi della sua età, nella categoria Esordienti, ma poco dopo venne aggregato al mio gruppo di '95 e '95, ovvero Giovanissimi. Vantando doti e qualità superiori alla media, non trovò alcuna difficoltà nel giocare contro avversari ben più grandi, nonostante sappiamo tutti quanto incidano a quella età due anni di differenza”.
Il successo dei Giovanissimi del Camerino Calcio nel campionato di categoria, portò anche la sua firma, un '97 al cospetto dei '95 quali impressioni le fece?
“Molti furono i suoi guizzi e le serpentine, partendo da centrocampo e saltando gli avversari quasi fossero birilli, per poi realizzare goal fantastici. Non a caso con i suoi 35 centri, contribuì in maniera decisa alla vittoria del campionato. Molte sue realizzazioni furono decisive e di straordinaria fattura”.
Un aneddoto che ricorda con particolare piacere?
“Ricordo di essermi commosso, nel finale di partita contro l'Aurora Treia, avversaria che come noi lottava per la vittoria finale. Giocavamo in casa ed eravamo sotto 0-1, al 94' pareggiammo con un gran tiro dal limite di Gian Filippo che si infilò all'incrocio dei pali. Nonostante anagraficamente fosse il più piccolo degli effettivi, incitava di continuo i suoi compagni e si proponeva in ogni parte del campo prendendo iniziativa. Ciò che mi fece commuovere fu vedere (dopo il goal del pareggio), lacrime di gioia nei suoi occhi e grande partecipazione nei festeggiamenti con i propri compagni di squadra. Dimostrò un grande spirito pur essendo il più giovane. Quella fu la partita che ci fece rimanere saldamente in testa fino alla fine del campionato, concluso con la vittoria e con una sola sconfitta al passivo”.
A questa età molto spesso vale più l'aspetto caratteriale e morale, rispetto a quello tecnico: che ragazzo è Gian Filippo nel contesto dello spogliatoio?
“Lo voglio descrivere con poche e semplici parole: l'amico di tutti, un vero trascinatore con grinta da vendere”.
Un'ultima domanda: senza voler azzardare previsioni, quale augurio si sente di rivolgere al suo giovanissimo ex allievo?
“Una carriera ricca di soddisfazioni che merita tutte, mi farebbe molto piacere vederlo un domani esibirsi avanti a platee importanti, anche se la strada è lunga e piena di sacrifici. Se si hanno la testa e la giusta voglia si possono ottenere grandi risultati e perchè no, anche realizzare i propri sogni”.


