Pastore: "Contro Amorim c'è il timore che arrivi qualcuno di alieno al nostro orticello calcistico, che metta in discussione i dogmi a cui siamo abituati"
Antonello Gioia
Giuseppe Pastore, giornalista, si è così espresso a Cronache di Spogliatoio commentando la considerazione di Ruben Amorim: "Mi pare addirittura — e uso il termine con cognizione di causa — che ci sia una sorta di xenofobia di fondo nei confronti di Amorim: intesa come diffidenza, come paura dello straniero, e badiamo bene, non certo razzismo. È il timore che arrivi qualcuno di quarant'anni, un alieno al nostro orticello calcistico, che metta in discussione i dogmi a cui siamo abituati da decenni, dimostrando che non sempre il nostro modo di pensare il calcio è l'unico possibile.
Questo vale certamente per Amorim, che ha il grandissimo coraggio di cambiare continuamente: basti pensare a ieri a Udine, con una formazione ultra-sperimentale, inserendo giocatori offensivi, accentrando o cambiando posizione agli esterni, e prendendosi il rischio forte di escludere dall'undici titolare un punto fermo come Cisse che sembrava inamovibile. Su Cisse e sulle rotazioni, ho già detto dopo Milan-Atalanta e lo ripeto oggi: Amorim soffre un po' di overcoaching, ovvero la tendenza di un allenatore molto bravo a pensare di dover strafare o inventarsi sempre qualcosa; ma si tratta di difetti normalissimi, tipici e comuni a qualsiasi tecnico giovane all'inizio di una grande carriera.
Detto ciò, non possiamo che fare i complimenti ad Amorim, perché mi sta sorprendendo: rispetto a cinque o sei giornate fa, ieri il Milan non ha spento la luce nemmeno per un minuto. Un blackout totale, invece, gli era capitato regolarmente in passato contro il Torino, l'Atalanta o il Sassuolo. È vero che l'avversario di domenica non era eccezionale, e quante volte in passato squadre anche più forti del Milan sono incappate nei classici cinque minuti di buio? Invece ieri la tenuta è stata totale. Ottimo Milan, dunque, in vista di una settimana importantissima".


