Un solo nome scalda il cuore dei tifosi, la "metamorfosi" di Kakà non convince...
Francesco Somma
Ci si aspettava un inizio di stagione all'insegna dell'entusiasmo e della voglia di vincere, ma ci si aspettava anche di scoprire qualcosa in più sul fronte mercato. Possiamo spuntare soltanto la prima aspettativa. I nomi sono tanti, più o meno sempre gli stessi, ma il rischio di fare confusione e di vederci poco chiaro, è altissimo. Di certo, dopo la conferenza stampa di ieri, Adriano Galliani non ha affatto dissipato i dubbi che circondano la mezzala e, in generale, il colpo che assicurerebbe il salto di qualità. Fabregas, Hamsik, Pastore, Ganso, Danilo: uno, nessuno e qualcuno, sicuramente. Può accadere di tutto, anche di rivedere da vicino il fuoriclasse che, insieme a Shevchenko, ha fatto vivere al popolo rossonero i sogni più belli degli ultimi 10 anni, Ricardo Kakà. In pochi giorni, l'ex Bambino d'Oro è passato da “Affare impossibile” ad “Affare molto difficile”. Se a questo aggiungiamo che manca un mese e mezzo alla chiusura del calciomercato, nulla è da escludere.
Da Ricardo Kakà al trequartista che maggiormente lo ricorda: quel Javier Pastore pronto, per sua stessa (piuttosto audace) ammissione, al salto in una grande. “Mi piace il Milan”, ha affermato l'argentino nell'ultima uscita pubblica, sottolineando la propria voglia di misurarsi con un palcoscenico importante. Stiamo parlando di uno dei talenti più cristallini d'Europa, che tra tutti i nomi accostati al Milan rappresenta al meglio la figura del trequartista puro, capace di saltare l'uomo, creare superiorità numerica e far gol. I gol li farebbe, abbondanti, anche Marek Hamsik, un nome che convince in pieno Allegri, ma che non scalda chissà quanto il cuore dei tifosi. Esattamente come Riccardo Montolivo, uno da Nazionale, uno da grandi platee, adattabile nel ruolo di regista ma perfetto sulla mezzala, a destra o a sinistra, per la sua capacità di dettare i tempi, dare ossigeno alla manovra e disimpegnarsi discretamente in fase offensiva. Allegri l'ha promosso, ma è difficile pensare che un giocatore dalle sue caratteristiche garantisca il salto di qualità e plachi la “voglia di colpo” dei tifosi.
Quella, è inutile negarlo, può annullarla soltanto un atleta affamato, affermato e determinante come Cesc Fabregas. E' bastato trascorrere insieme ai tifosi le concitate e caldissime ore che hanno preceduto il primo allenamento della stagione, prendere atto della sete di notizie sullo spagnolo e sulle possibilità di vederlo in rossonero, sulla quale è stato scomodato anche Ariedo Braida, per capire che all'applausometro il capitano dei Gunners batte senza appello tutti gli altri pretendenti. Inutile aggiungere, poi, che perché il coro stupendo intonato di fronte ai cancelli di Milanello in presenza di Allegri e Galliani (“Noi vogliamo la Coppa dei Campion...”) trovi piena soddisfazione, è meglio prendere un fuoriclasse già abituato a confrontarsi con le dinamiche della più bella competizione al mondo. L'unico ostacolo è il costo dell'operazione, che tra tutte quelle previste è la più impegnativa, ma se è vero che gli ostacoli son fatti per essere superati, e che da qui al 31 agosto può succedere tutto e il contrario di tutto, Cesc-Milan è un matrimonio possibile.


