Ascensore Boateng, per Kakà non ne vale la pena
Matteo Calcagni
Il dilemma mezz'ala-mezza punta continua: il Milan cerca un centrocampista, orde di trequartisti vengono accostati con insistenza, Boateng attende di conoscere il suo futuro impiego in formazione. Il ghanese, a tratti devastante dietro alle punte, rischia di dover retrocedere di qualche metro se, come sembra, il Diavolo vorrà accaparrarsi un nuovo numero 10. Eppure, a discapito delle qualità tecniche e di palleggio, forse un interno di centrocampo sarebbe più utile di un fantasista puro. Ben venga uno come Ganso e Pastore, sia chiaro, ma se il salto di qualità per la trequarti deve essere Kakà, forse è meglio evitare. L'ex Pallone d'Oro potrebbe essere acquisito in prestito ma, causa ingaggio e futuri accordi con il Real Madrid, il suo costo non sarebbe tanto inferiore a quello di interpreti più giovani.
Il brasiliano rappresenterebbe un'incognita e non può, a dispetto dei sentimentalismi, essere considerato il colpo dell'estate o la panacea dei mali rossoneri. Far arretrare Boateng per inserire il madridista, dunque, non sembra una mossa strategicamente idilliaca, avendo il Milan anche un giovane promettente come Stephan El Shaarawy. Non è scontato che El Shaarawy possa diventare il nuovo Kakà, ma al momento non gli è così distante a livelli di rendimento. Il braccio di ferro mezz'ala-mezza punta, ora mediaticamente orientato sulla trequarti, continua a vivere in una solida incertezza: tutti i nomi accostati nelle ultime settimane, seppur di valore importante, hanno caratteristiche tattiche e tecniche differenti. Difficile che la dirigenza rossonera sguazzi in situazioni di indecisione totale, seguendo contemporaneamente dei calciatori del tutto diversi tra loro: Mister X arriverà, e forse non sarà il solo, ma al momento regna l'incertezza, non solo a livello di nomi, ma anche di posizioni in campo.


