La caduta dei giganti: il Diavolo ride sotto i baffi
Matteo Calcagni
Sotto le parate, miracolose e a tratti fortunose, di Justo Villar, il Brasile ha mollato ed abbandonato la Copa America: forse il miglior Brasile visto finora nella competizione, dopo le prove claudicanti nel girone di qualificazione, ha pagato a caro prezzo la leggerezza sottorete dei suoi attaccanti, arrivando colpevolmente alla lotteria dal dischetto dopo una gara dominata per 120 minuti. Anche Mano Menezes, a livello di cambi, avrebbe potuto agire in maniera diversa: Neymar è stato sostituito troppo celermente per una botta, Lucas non ha certamente fatto meglio di Ganso e, per la fiera delle "assurdità", uno svagato Elano ha preso il posto di Alexandre Pato che, nonostante gli zero gol, era risultato il più pericoloso dei suoi. La serata funesta si è conclusa proprio ai calci di rigore, quando il terreno friabile de "La Plata" ha contribuito ai quattro errori consecutivi dei verdeoro: Elano, Thiago Silva, Andrè Santos e Fred, nessuno ha battuto "Highlander" Villar, vero eroe del team paraguaiano.
Delusione palpabile per il giovane Brasile di Menezes che, al pari dell'Argentina, viene eliminato ai quarti da una squadra decisamente meno quotata: stesso destino per Colombia e Cile, entrambe favorite e battute rispettivamente da Perù e Venezuela. Il Milan, dalla sua, non può essere del tutto dispiaciuto da queste sconfitte: Yepes, Robinho, Pato e Thiago Silva potranno rientrare in anticipo rispetto all'esistente tabella, riunendosi alla truppa il 25 luglio invece del 31. Una buona notizia che faciliterebbe l'excursus atletico dei quattro sudamericani: soprattutto Robinho, che l'anno scorso non ha svolto col Manchester City la preparazione estiva, il quale necessita di un lavoro approfondito e mirato a Milanello.


