Rischio esodo a centrocampo: chi parte e chi resta
Antonio Vitiello
Il modello familiare che il Milan ha costruito in questi 25 anni di presidenza berlusconiana, potrebbe mutare a breve, in occasione del prossimo mercato estivo. Il Milan ha intenzione di cambiare pelle per aprire un nuovo ciclo vincente. Dopo Sacchi, Capello e Ancelotti, Allegri è stato investito dal patron come condottiero di una nuova crociata rossonera, per ricominciare a vincere dopo qualche anno di vacche magre. La conseguenza inevitabile quando si decide di voltare pagina e modificare alcuni degli assiomi collaudati che hanno reso illustre il passato recente del Milan, è rinnovare in meglio un sistema che scricchiola e da segni di cedimento sempre più insistenti. Il Milan va avanti da anni con gli stessi giocatori, definiti ormai veterani o senatori, coloro che nei momenti di difficoltà aiutano il gruppo con l'esperienza e con il carattere. Figure come Clarence Seedorf, Rino Gattuso, Massimo Ambrosini, hanno costituito le fortune del Milan, non solo sul piano tecnico e fisico, ma dello spogliatoio. Attualmente i giocatori in questione potrebbero tutti lasciare il Milan a giungo. Aggiungiamoci anche Pirlo e Nesta alla pregiata collezione, per rendere il quadro più completo. Le probabili partenze dei quattro centrocampisti che hanno lo spogliatoio in pungo da anni, potrebbe causare un vuoto incolmabile sotto il profilo della sicurezza e dell'esperienza. Dunque il Milan si troverebbe a lasciar partire tutti in una volta giocatori che sono la storia vivente della squadra. Rapportandoci alla metafora del nucleo familiare potrebbe essere giusto: quando i figli sono diventati adulti è normale che lascino il nido. Ma d'altra parte a Milanello sparirebbero 4 dei giocatori più rappresentativi, causando inevitabili problemi di adattamento anche per coloro che li sostituiranno. Il Milan dovrà infatti velocemente amalgamare il gruppo di nuovi giocatori per la prossima stagione, ma senza l'importante aiuto dei senatori. La soluzione potrebbe essere quindi tenere in rosa una parte di giocatori esperti, per aiutare il rapido inserimento di coloro che saranno la nuova generazione, fondamentale per aprire un altro ciclo.
In questo momento, come confermato dalle parole del presidente pochi giorni fa, non tutti resteranno. Andrea Pirlo è attualmente il più distante dalla nuova politica societaria. Il suo rinnovo si complica ora dopo ora. Il geometra del centrocampo rossonero chiede una cifra che al momento in via Turati non possono garantire, proprio per mantenere una linea coerente con il nuovo bilancio. Seedorf ha lanciato il suo monito, lasciando intendere che sia dal Brasile che in altri paesi sono pronti ad offrire un lauto contratto per un giocatore che al Milan fa ancora la differenza (basti vedere l'ultima in campionato a Firenze). Rispetto a Pirlo, l'olandese ha qualche anno in più ma una tenuta fisica migliore. Il bresciano infatti non gioca con continuità praticamente da un anno e questo ha potuto influire sulle scelte della società nel dimezzargli lo stipendio in sede di rinnovo. Tullio Tinti, procuratore di Pirlo, sta realizzando una serie di sondaggi, non solo in Italia ma anche in Spagna, per piazzare il suo assistito al miglior offerente. Gennaro Gattuso e Massimo Ambrosini non dovrebbero opporre resistenza nel ridiscutere i termini degli accordi, per entrambi è fondamentale il progetto e la considerazione dell'ambiente. Gattuso in particolare non ha mai pensato di lasciare il Milan per denaro, ma per la scarsa considerazione che la passata stagione aveva Leonardo e per la sua funzionalità al progetto Milan. Allegri ha saputo toccare le corde giuste e convincerlo a restare, Ringhio ha risposto sul campo tornando a dominare la scena come in passato. La società non ha un compito semplice, si tratta di una scelta complicata, le cui mosse potrebbero influire su un progetto futuro e creare un effetto domino pericoloso. Galliani e Braida dovranno ponderare intensamente prima di lasciar partire i 4 senatori del centrocampo milanista.


