Serata da record individuali e collettivi: solo Pato preoccupa
Antonio Vitiello
Fuori uno. La corsa scudetto lascia un’altra vittima per strada, e si tratta dell’Inter sconfitta al Tardini dal Parma. Il pubblico di San Siro apprezza e si gode così la serata perfetta, che lascia i rossoneri a +8 sui cugini, +9 se si considerano gli scontri diretti. Tre partite piene, insomma, a 5 gare dal termine. Una rimonta interista avrebbe francamente dell’incredibile. A San Siro è festa grande. Balletti, rientri illustri come quello di Pirlo che mancava dalla 17esima giornata, la olà prolungata del pubblico, Seedorf che segna il secondo gol consecutivo, il terzo della stagione, il primo su punizione dal 28 gennaio 2009, quando su calcio piazzato colpì Beckham. Un sigillo che dà il là alla goleada rossonera e lancia un segnale alla dirigenza: sull’olandese si può contare, anche per il futuro, anche nelle gare con meno appeal. E pazienza per i suoi 35 anni. Il contratto deve essere rinnovato. O almeno questo spera il centrocampista, che è diventato lo straniero con più presenze nel Milan: 395. Chi sa se sarà dello stesso parere Galliani, che in tribuna prima abbozza sorrisi, poi si scatena e si lascia andare sul raddoppio di Cassano, ex spietato e neopapà.
Alla moglie Carolina e al figlio Cristopher la dedica del suo quarto centro con la maglia del Milan, l’ottavo in totale. Una dedica alla Totti. L’accento a una prestazione maiuscola, condita anche dall’assist per Robinho. C’è gloria anche per il brasiliano che sigla il definitivo 3-0 e si fa perdonare il clamoroso errore sottoporta che aveva dato ragione a quella parte della critica che lo aveva etichettato come funambolo più spettacolare che concreto. Ma l’ex Santos, difeso da Allegri alla vigilia del match, si riscatta subito e trascina nelle sue danze anche il più composto Flamini. Il Milan chiude il match con un pezzettino di scudetto in tasca, la miglior difesa, l’attacco più prolifico. Dati che inchiodano invece la Samp: un solo tiro in porta, nessun gol esterno dal 21 novembre e appena due punti conquistati nelle ultime nove giornate. L’incubo retrocessione sempre più reale. Anche con Cavasin non c’è stato il cambio di passo: 4 sconfitte e un pareggio il suo bilancio. Tornando al Milan l’unico a rovinare la festa è stato Pato, uscito al 40esimo per l’ennesimo problema muscolare. Per il brasiliano torna l’incubo infortuni. Gli esami clinici diranno qualcosa in più…


