Primi sul mercato, per restare ai vertici
Stefano Maraviglia
"Secondo me la posizione in classifica è figlia del mercato di gennaio. Il Milan è andato in testa alla classifica grazie ai grandi giocatori che abbiamo e grazie agli innesti che abbiamo fatto nel mese di agosto, poi ha conservato la testa grazie anche al mercato di gennaio. Abbiamo un organico ricchissimo, siamo arrivati a una rosa di 31 giocatori. Senza gli innesti di gennaio non potremmo essere in questa posizione". Il pensiero di Adriano Galliani è assolutamente condivisibile, l'ottimo mercato estivo (soprattutto nella qualità e nella riuscita dei big), ha dato il là alla grande scalata dei ragazzi di Allegri alla vetta della classifica, quello invernale ha rafforzato la leadership.
Operazioni mirate, studiate e portate a segno con trattative lampo, sono risultate l'arma in più per una squadra che in organico vantava già elementi di assoluto valore. Il mercato come fonte di rafforzamento e non solo come pozzo da cui attingere per l'aspetto legato al merchandising, la dirigenza rossonera conferma la nuova politica. Intervenire ad ogni sessione con puntigliosa precisione e tempismo, bruciare la concorrenza ed individuare le giuste pedine, il diktat societario è riassunto in pochi, ma chiari concetti. Nessun dramma se la riparazione invernale vede approdare protagonisti "stagionati", lo spessore di questi (vedi van Bommel), supera ogni scetticismo e zittisce ogni sospiro polemico. Il futuro in casa Milan è chiaro, che arrivi il nome e venga realizzato il sogno, ma con l'intento di accontentare il mister e rafforzare l'organico.


