Le mani sul titolo
Matteo Calcagni
"Un plauso particolare va ad Abbiati che ha fatto due parate decisive ed è stato decisivo anche nel derby". Massimiliano Allegri, al termine della sofferta sfida al Rigamonti, elogia così il suo estremo difensore, uno degli artefici di questa lunga cavalcata in Campionato. Christian Abbiati, seppure non occupi solitamente spazio sulle "copertine", ha posto più volte il suo decisivo mattone in stagione, aiutando il Diavolo ad incamerare tanti punti decisivi. In autunno, a causa di qualche gara leggermente sottotono, venne invece esageratamente criticato. La "dura legge" dei portieri, sotto i riflettori quasi esclusivamente nei periodi negativi. Ma Christian non si è certamente scomposto, continuando a fare il suo lavoro: parare, parare a volontà. Sulle sue mani passa molto, moltissimo, dell'attuale posizione di classifica.
Impossibile non citare lo straordinario intervento su Thiago Motta, nel derby del 2 aprile: un miracolo che ha cambiato, in positivo, il corso degli eventi. I guantoni di Abbiati hanno permesso al Milan di piegare l'Inter di Leonardo, respingendo l'ultimo il ruggito dei nerazzurri e dando il là all'apoteosi. A Brescia, in egual modo a Robinho autore del gol, il trentaquattrenne di Abbiategrasso si è dimostrato fondamentale: la sua parata su Diamanti, con i suoi sull'1-0 da poco ottenuto, può annoverarsi fra gli storici interventi conduttori di successi. La memoria, di sponda rossonera, non può non ricadere su Perugia, dodici anni or sono: il giovanissimo Christian, all'ultima giornata di Campionato, sigillò la sua porta e respinse un tiro di Bucchi destinato all'angolino. Un deja-vu molto lieto ai tifosi milanisti, citato non a caso da Adriano Galliani, visibilmente euforico per una vittoria dal profumo di Scudetto. Abbiati ieri, oggi e domani: una garanzia spesso snobbata, ora decisiva per il destino rossonero.


