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L'uomo degli scudetti: la ricetta del Milan tricolore

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Antonio Vitiello
Fonte: di Maurizio Ferrari per TMW
lunedì 9 maggio 2011, 21:00Primo Piano
autore Antonio Vitiello
09.05.2011 21:00Primo Piano
Alberto Fornasari
Alberto Fornasari

Si chiude a Roma la grande cavalcata del Milan di Massimiliano Allegri: il punto conquistato contro i giallorossi mette la pietra finale per cucirsi al petto il meritato scudetto numero 18, a sette anni dall'ultima vittoria mostrata nella bacheca di via Turati.
Sono tanti gli uomini artefici del successo, ma una menzione particolare va sicuramente a Zlatan Ibrahimovic: dove mette piede, dove indossa una casacca, è sempre alloro nazionale. Il bomber nativo di Malmo forse non è uomo da coppa europea, ma in campionato trasmette carica e forza al gruppo, con reti che pesano come il piombo nell'ottica dei tre punti.
Dopo la certezza dell'uomo degli scudetti, ci sono tante scommesse che sono state vinte in quel di Milanello.
Mister Allegri è arrivato a Milano, avvolto da alcuni dubbi, con un curriculum breve ma concreto, fatto di buon gioco e fondato sulla scuola di calcio di Giovanni Galeone. Dopo un iniziale periodo di ambientamento a corrente alternata, l'allenatore livornese ha imposto il suo credo e la sua forza nel gruppo rossonero, dando fiducia ai veterani così come ai giovani che si sono messi in luce nella Primavera di Stroppa.
Il successo è passato anche dalle sue scelte, semplici o coraggiose, come in occasione della tripla mediana o del lancio di Strasser e Merkel.
Un comandante che ha trovato diversi elementi preziosi a sua disposizione, frecce di sicuro affidamento nella sua faretra. Partendo dal numero uno, o meglio 32, è stata una ottima annata per Christian Abbiati, più volte decisivo nell'esito finale delle partite con parate strepitose. Difficile raccontare con le parole la stagione di Thiago Silva, vero mostro della difesa: affidabile, preciso, sicuro, un pilastro che ha composto insieme a Nesta una cerniera invalicabile.

Enorme anche la crescita di Ignazio Abate che, da elemento di grande prospettiva, si è tramutato in un terzino bravo in fase difensiva oltre che prezioso stantuffo della fascia con le sue repentine sgroppate. Bene anche Mario Yepes che ha conquistato l'esigente pubblico di San Siro con la sua concretezza e prontezza nel rendersi disponibile quando necessario.
Nella mediana spicca con merito l'uomo nuovo, Kevin Prince Boateng: arrivato senza troppe aspettative dall'Inghilterra sponda Genoa, il centrocampista ghanese ha raccolto consensi con il suo mix esplosivo di tecnica, grinta e corsa. Un nuovo idolo per il popolo di San Siro che ha accolto con piacere il ritrovato Rino Gattuso e il solido Mark van Bommel, uniti ai sempreverdi Andrea Pirlo, Massimo Ambrosini e Clarence Seedorf, autore di un finale di stagione da urlo, con gol e giocate da assoluto fuoriclasse che non ha età.
L'attacco si commenta da solo: oltre al già citato Ibrahimovic, Allegri ha avuto a disposizione un tandem formidabile frenato solo dagli infortuni. Il duo verdeoro Pato-Robinho, insieme all'estro di Cassano, ha saputo trascinare la squadra al trionfo. Non bisogna dimenticare Pippo Inzaghi che, seppur infortunato per gran parte della stagione, ha messo a segno altre 4 reti nella sua straordinaria carriera.
Una ricetta che ha avuto tanti piccoli accorgimenti, studiati a tavolino dalla sapiente guida di Adriano Galliani che ha sfruttato al meglio il budget concesso da Silvio Berlusconi per portare a casa i giusti tasselli per tornare a gioire sul suolo italiano. Adesso la stessa formula andrà esportata in Europa: le promesse di rinforzi dal Sudamerica promettono bene per la prossima stagione...

Fonte: di Maurizio Ferrari per TMW

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