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Thiago, Binho e Pato: il Tricolore "verdeoro"

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
domenica 8 maggio 2011, 16:00Primo Piano
autore Matteo Calcagni
08.05.2011 16:00Primo Piano
Alberto Fornasari
Alberto Fornasari

Che in casa Milan sia una tradizione non lo scopriamo certo ora, ma questo Scudetto trasuda "samba" da tutti i pori: il marchio brasiliano marchia, in modo netto, anche questo ultimo titolo rossonero, giunto dopo il tris del 2007 con Kakà uomo copertina. Il numero diciotto porta le firme importanti di tre fuoriclasse verdeoro, tutti autori di una stagione super: Thiago Silva, Robinho e Alexandre Pato. Il difensore, acquisito nel 2009 dalla Fluminense, è diventato probabilmente il miglior centrale del globo terracqueo: il mondo lo invidia al Diavolo che, conscio del suo estremo valore, se lo tiene morbosamente stretto. Molto di questo successo va al ventiseienne di Rio de Janeiro, autentico fuoriclasse della retroguardia. Robinho è stato l'ultimo acquisto estivo, giunto quasi al fotofinish: accolto con scetticismo da parte della critica, l'ex Santos ha fatto ricredere tutti, mostrando una continuità di rendimento pazzesca. L'attaccante, dopo essere entrato nelle rotazioni di mister Allegri, ha inanellato prove di sacrificio e qualità, portando in cascina ben dodici reti, alcune fondamentali come quella al Rigamonti di Brescia. E Pato...

Il brasiliano non ha certamente colpito per la sua costanza, bloccandosi più volte a causa dei soliti guai muscolari: la visita specialistica negli USA lo ha però "sistemato", aiutandolo sia posturalmente che psicologicamente. Con le sue 14 reti ha portato il Milan ai piani alti della classifica, siglando anche la doppietta che, probabilmente, ha significato l'allungo decisivo verso lo Scudetto: i due gol nel derby, a prescindere dalla fattura, hanno e avranno un peso specifico assoluto nella storia rossonera, per sempre. Ci siamo scordati di qualcuno? Eccolo che arriva: Ronaldinho. Il Gaucho non ha festeggiato in quel di Roma ma, probabilmente, lo avrebbe meritato. L'ex blaugrana, nonostante tutto, ha posto il suo sigillo in questo Campionato, aiutando i suoi compagni nella prima fase della stagione: ce lo ricorderemo devastante contro il Lecce, assistente contro il Catania, "bandido" esultante nei freddi novembre e dicembre. Parte di questo titolo è anche suo: uno dei più grandi esponenti del "fútbol bailado", ora campione col suo Flamengo nel Campionato Carioca (forse era destino). Questo Scudetto non parla soltanto italiano, inglese o svedese: il portoghese è una piacevole costante che, come annunciato ieri dallo stesso Silvio Berlusconi, dovrebbe continuare ancora, per un futuro ancora più Ganso...

per Milannews.it

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