Il Principe del Moonwalk: un popolo intero in visibilio
Matteo Calcagni
Un'escalation di emozioni e di sorrisi: la festa del 18° Scudetto ha regalato momenti magici e attimi straordinari. La consegna della Coppa, alzata al cielo da capitan Ambrosini, ha riempito il cuore e l'orgoglio di un popolo intero; la performance di Kevin-Prince Boateng, qualche minuto più tardi, ha decretato la piena esaltazione della tifoseria milanista. L'aveva promesso e ha mantenuto la parola: "Se vinceremo il Campionato ballerò il "Moonwalk" a San Siro vestito da Michael Jackson". In molti lo aspettavano, in pochi forse si aspettavano uno show del genere: Boa ha danzato in maniera divina, sfiorando i livelli dell'indimenticato cantante statunitense. Un "Moonwalk" sulle note di "Billie Jean", celeberrimo capolavoro del 1983: quattro anni prima della nascita dell'incursore berlinese, autentico paladino incontrastato del tifo rossonero.
I compagni di squadra, dopo il "classico" lancio del cappello, hanno celebrato l'ex Portsmouth come se avesse segnato una rete storica. Arrivato in estate via Genoa, il grintoso centrocampista ha velocemente rapito tutto e tutti, ritagliandosi spazio e via via conquistando letteralmente il Milan. Un grosso pezzo di Scudetto è anche suo: lottatore e valore aggiunto sul terreno di gioco, il ventiquattrenne è stato più volte decisivo nel corso della stagione. Ora Prince è uno dei capisaldi su cui costruire un futuro roseo e vincente: il riscatto dalla società di Preziosi, battute di Galliani e utopiche sirene interiste a parte, è poco più di una formalità. Manca solo l'ufficialità, dunque, ma Boa è già il "Principe" del Diavolo, senza se e senza ma: idolo di oggi e di domani.


