Tripudio rossonero
Davide Bin
La festa ormai è finita, ma nel cuore c'è grande gioia e soddisfazione perchè è stata lunga, bellissima e coinvolgente, come sempre quando si celebra un successo importante; in fondo si soffre e si tifa tutta la stagione proprio nella speranza di vivere giornate come questa e quando finalmente arrivano c'è grande voglia di scatenare tutto l'entusiasmo che si ha in corpo, come hanno fatto giocatori e tifosi, colorando Milano di rossonero da metà pomeriggio fino a mezzanotte, prima per il centro di Milano e poi a San Siro, la casa del Diavolo. Il corteo del pullman scoperto da Via Turati a Piazza Duomo ha aperto le celebrazioni, poi squadra e tifosi si sono trasferiti allo stadio, dove i giocatori sono arrivati ovviamente prima trovando gli spalti semivuoti perchè molta gente faticava a raggiungere San Siro dal centro; e poi l'entrata in campo per il riscaldamento con i figli che si sono divertiti ad imitare i padri palla al piede, mentre i tifosi osservavano incuriositi e divertiti ed osannavano i loro campioni; all'ingresso delle squadre in campo per l'inizio della partita lo stadio era ormai (quasi) pieno e ribollente d'entusiasmo e la Curva Sud ha proposto la classica coreografia, dedicandola ai "cugini" e sottolineando come i diciotto scudetti rossoneri sono "puri", non ce n'è di "cartone" o di "legno" (cioè vinti a tavolino), perchè non sono stati ottenuti con le intercettazioni, come ha chiarito lo striscione in transenna. Ovviamente si è giocata anche una partita, gradevole e divertente, il Milan ha vinto nettamente 4-1 contro un Cagliari fin troppo "sparring partner" che si è lasciato travolgere senza la minima reazione; la doppietta di Robinho e i gol di Gattuso e Seedorf hanno fatto esplodere l'entusiasmo di San Siro, ma in fondo questa volta la partita era solo un ulteriore pretesto per far festa e quasi un gradevole intermezzo fra tante celebrazioni. Non è mancato un coro affettuoso anche per Roberto Donadoni, ora allenatore del Cagliari ma per tanti anni idolo rossonero e protagonista di tante vittorie e che in cuor suo avrà gradito di partecipare anche se solo da ospite all'ennesima festa per un trionfo della squadra che sicuramente gli sarà rimasta nel cuore come lui è rimasto nel cuore dei tifosi. Ma l'ovazione più grande è stata per Pippo Inzaghi, protagonista marginale di questo scudetto ma non per colpa sua, visto che un grave infortunio lo ha tenuto fermo per molti mesi; all'inizio si pensava che la stagione di Pippo fosse finita, poi addirittura si sognava che potesse giocare ai primi di aprile, alla fine ce l'ha fatta a rientrare prima di fine stagione per fare una comparsa di qualche minuto che è già un grosso successo e che ha mandato in estasi i tifosi.
Alla fine della partita è arrivato il momento più atteso: l'entrata in campo di tutti i giocatori "all'americana" e in ordine alfabetico, con l'eccezione di capitan Ambrosini tenuto per ultimo e la consegna della coppa dello scudetto, che è una cosa inedita per i tifosi rossoneri, visto che quando nel 2004 il Milan ha vinto l'ultimo campionato prima di questo, ancora non si usava premiare la squadra in campo con tanto di trofeo; ovviamente la premiazione ha avuto tutti i rituali del caso: coriandoli, giro di campo sulle note di "We are the champions" e con bandierone, doccia di champagne, foto di rito e poi è iniziata la parte più spettacolare della festa: giochi di luce, laser e filmati proiettati su un telone steso a terra che hanno riassunto le tappe fondamentali della stagione e nuovamente celebrato l'intera rosa rossonera; poi spazio alle note di Michael Jackson per il promesso e atteso "Moon walk" di Boateng applauditissimo non solo come calciatore ma anche nelle vesti di ballerino. La serata si è chiusa intorno alla mezzanotte con i fuochi d'artificio e con le note di "I migliori anni della nostra vita" che avevano fatto da colonna sonora anche dell'ultima festa prima di questa, quella per la conquista della Champions League ad Atene. Queste, in rapida sintesi, le immagini e i suoni che rimarranno per sempre negli occhi, nelle orecchie e, soprattutto nei cuori di tutti i tifosi che hanno avuto la fortuna di partecipare a questa lunga ma coinvolgente festa; flash e diapositive che mai potremo dimenticare, perchè vincere è sempre bellissimo e, anzi, ora che tutto è finito c'è già un po' di nostalgia per una stagione esaltante in cui ci stavamo davvero divertendo ma che ormai è finita. Nel cuore della notte e reduce dalla festa è difficile dire molto di più, così come è arduo avere la lucidità per descrivere in modo più esauriente una giornata indimenticabile e ricca di emozioni e sensazioni come sono tutte quelle dedicate ai festeggiamenti; ne abbiamo vissute molte nell'era berlusconiana, ma nessuno è ancora sazio e già si guarda al futuro: un altro campionato in cui difendere il titolo appena conquistato, una Champions in cui tornare protagonisti senza dimenticarsi della Coppa Italia, unico neo in questa settimana felice, aperta con l'aritmetica conquista dello scudetto, chiusa con i festeggiamenti, ma che in mezzo ha visto il Milan fallire l'approdo alla finale di Coppa Italia a Roma. Poco male, perchè il bersaglio grosso era già stato centrato e la Milano rossonera è diventata la capitale italiana della felicità e per questo da ogni cuore rossonero escono due semplici ma chiare parole: GRAZIE RAGAZZI, è stato bellissimo seguirvi per tutta la stagione per poi poter festeggiare insieme con un gigantesco abbraccio che ha reso indimenticabile questa giornata. I campioni dell'Italia siamo noi; lo abbiamo cantato per ore, per giorni, ma non vorremmo mai smettere!


