Un decennio incancellabile: grazie Andrea!
Matteo Calcagni
Dieci sono gli anni, mille e più i ricordi: Andrea Pirlo è arrivato giovanissimo al Milan, appena ventiduenne, senza forse immaginarsi cosa il destino gli avrebbe riservato. Dopo una prima annata da co-protagonista, piuttosto dura anche per il Diavolo in sè, è nato il mito del metronomo di Brescia: Ancelotti lo provò davanti alla difesa, nella stessa posizione che ideò per lui Mazzone. I risultati furono strabilianti e, da quel momento, Pirlo si prese le redini del centrocampo e non lo mollò più. Due Champions League, due Scudetti, due Supercoppe Europee, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana ed un Mondiale per Club: questo il bilancio rossonero dell'artista della mediana, spento e fugace davanti ai microfoni, mortifero ed illuminante in mezzo al campo. I suoi compagni lo hanno subito amato, così come i tifosi che, per un'intera decade, ne hanno inneggiato il nome tra le mura di San Siro. Siamo tutti cresciuti da quell'estate del 2001, anche il glorioso ed ultracentenario Milan: sono arrivati e partiti campioni, tre allenatori si sono susseguiti, si è pianto (poco) e si è gioito (tanto). Andrea è sempre stato parte integrante e fulcro delle vittorie rossonere, tranne quest'anno: gli infortuni hanno privato Allegri del playmaker lombardo, costringendolo ad attuare una rivoluzione impensabile anche solo dodici mesi or sono. Una volta risolti i tanti guai fisici, dopo un lungo iter di recupero, Pirlo ha ritrovato il Milan primo in classifica, ma non il suo vecchio trono dorato.
Prima Ambrosini e poi van Bommel, in un'insolita staffetta Pesaro-Maasbracht, hanno piazzato i loro scudi sulla mediana, fungendo da schermo e proiettando il faro del gioco in altre zone del campo. Il numero 21, scintillante e indiscutibile protagonista per nove stagioni, ha quindi perso il suo scettro: da qui la scelta di separare il destino da quello rossonero, andandone ad abbracciare un'altro a tinte bianconere. "Sono qui per salutare" ha dichiarato il metronomo, nessun rinnovo in programma, solo un addio. Oggi, 19 maggio, Pirlo spegne le candeline, l'ultimo compleanno da giocatore del Milan: sarà difficile accettarlo come avversario, con indosso una maglia di una rivale storica. Il mondo prosegue e le scelte (reciproche) vanno rispettate: ora è tempo dei saluti e degli auguri. Da ventidue a trentadue anni: una decade incancellabile, che resterà per sempre nei cuori di tutti i milanisti. Grazie Andrea!


