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Tra rinnovi e amletici dubbi: Seedorf o non Seedorf? Ma il Milan sogna Pastore e Fabregas. Ma se il sogno è tale, qualcuno ricorda Cristiano Ronaldo

autore
Giulia Polloli
per Milannews.it
sabato 21 maggio 2011, 00:00Milanello in rosa
autore Giulia Polloli
21.05.2011 00:00Milanello in rosa
Giulia Polloli
Giulia Polloli

Con domani si conclude il campionato, ma da settimane ormai è iniziata la gara di mercato che vede le big italiane tutte alla ricerca di rinforzi. Chi in chiave Champions, come il Milan Campione d’Italia, chi invece alla ricerca di quella struttura che negli ultimi anni non ha garantito i risultati sperati, come la Juventus, che sta riorganizzando i suoi reparti per riproporsi degna avversaria in un campionato che quest’anno è stato, concedetemelo, quasi orfano della vecchia Signora.
Il Milan non deve fare molti altri colpi: i reparti sembrano assestarsi sotto gli occhi soddisfatti di Allegri e quelli indagatori di Galliani, reale artefice, sulla carta, del ritorno dello scudetto in Casa Milan.
Come già sottolineato, il Milan ha cambiato molte pedine nella sua storia recente, ma è rimasto fedele a quel gruppo che con il Presidente si è trovato a creare, ex novo, una società e una macchina vincente.
Così quando si parla di mercato, ma soprattutto quando il Milan affida il mercato alle sapienti mani di Galliani e Braida, da quando soprattutto il numero uno rossonero ha deciso di tornare prepotentemente ad investire sul suo giocattolo preferito, i tifosi sanno di poter dormire sonni tranquilli.
La strategia dei rinnovi a fine stagione, per ora ha portato all’addio di Pirlo, che andrà a rinfoltire le speranze bianconere di una pronta guarigione dal calcio poco concreto degli ultimi anni. Il centrocampista, ormai ex rossonero, ha versato qualche lacrima d’addio, ma il suo destino non prevedeva, in rossonero, quella continuità calcistica, che l’ha reso il numero uno per molte stagioni nel suo reparto. Si sentirà, è ovvio, la sua assenza. Si sentirà la mancanza dei suoi colpi pregevoli quasi radiocomandati verso la porta. Impossibile da sostituire, inutile cercare dunque qualcuno che possa ricalcare le sue gesta. Il gioco di Allegri ha dimostrato di potersi dire duttile, soprattutto quando l’infortunio ha tenuto Andrea lontano dai campi. Di conseguenza, senza il regista azzurro, il Milan cambierà impostazione. Altri vestiranno la sua posizione in campo, con impostazione diversa: questo sta cercando il Milan. Un uomo che faccia la differenza a centrocampo. Ambrosini, Capitano che ha rinnovato di un altro anno, potrebbe garantire la copertura del ruolo che tanto piace ad Allegri, lo stare schierato di fronte alla difesa. Lo stesso ha fatto Van Bommel, con caratteristiche diverse. Entrambi quindi a disposizione di Allegri. Il dubbio, amletico oserei dire in questi giorni, è legato ad un altro grande protagonista delle ultime stagioni rossonere: Seedorf o non Seedorf? Questo il dilemma che sembra tener banco in quel di via Turati. Le dichiarazioni al vetriolo di Seedorf e Galliani delle ultime ore, hanno fatto presagire qualche nuvolone nero all’orizzonte. Eppure, se con Pirlo si è chiaramente parlato di impegno e impiego in campo, di continuità e garanzie di utilizzo, credo sia giusto e lecito che anche altri calciatori possano chiedere le intenzioni tecniche nei loro confronti.
Però con questo non bisogna nemmeno dimenticare che il finale sfavillante di stagione, per ciò che riguarda Clarence, è stato preceduto da momenti in bilico tra alti e bassi. Dunque è difficile per il professore, poter richiedere garanzie solo basandosi sull’ultimo pezzo di stagione.
Ma come sempre, non voglio sostituirmi ad altri nel giudicare l’operato dell’olandese, anche perché la mia valutazione sarebbe, ovviamente, di parte.


Ora dunque, tornando alle parole di Galliani, il Milan starebbe dando la caccia ad un esterno sinistro.
Pastore il sogno (pare) che però Zamparini non sembra voler allontanare facilmente dalla sua corte. Se per il numero uno rosanero i 40 milioni di valutazione, potrebbero essere solo un acconto, per il successore di Delio Rossi, Pastore sembra essere il perno attorno cui organizzare tutta la squadra futura. E non poteva essere altrimenti.
Se al Milan chiedessero di vendere Thiago Silva, Galliani e Berlusconi avrebbero la stessa reazione. Ma ancora una volta è troppo presto per poter parlare seriamente di mercato. Le alternative al sogno sarebbero la concretezza di Fabregas, nome altisonante e in altre occasioni associato ai rossoneri: ai tempi di Ancelotti, se la memoria non mi inganna. Un giocatore che non ha bisogno di ambasciatori, la sua carriera e le sue caratteristiche valgono il prezzo del biglietto. In alternativa il Milan sembra potersi interessare ad Asamoah, oltretutto avversario proprio della sfida di domani ad Udine, dove mi immagino, ci saranno schierati i migliori osservatori rossoneri, per registrare il colpo di coda del giocatore proprio contro il Diavolo.
Ma c’è una frase di Ariedo Braida, che con molta naturalezza associa ancora alla parola sogno il nome di Cristiano Ronaldo. Nome che sembra essere diventato incubo, dopo aver visto il costo sparato dal Real Madrid per il cartellino. Ma, ancora una volta, stiamo scadendo in un fantacalcio, che si allontana sempre più dalle stanze dei bottoni del calciomercato, che si preannuncia rovente.
E non è finita qui: anche se il Milan sembra essere su piazza solo per un ruolo in particolare (e ricordiamoci che quello sarebbe il ruolo naturale di Ganso), l’ipotetico addio di Seedorf o Gattuso e la trattativa in corso per Boateng, su cui Preziosi ragiona in modo meticoloso in questi giorni, potrebbero cambiare i piani societari. Galliani ha ribadito che se l’attacco rimanesse quello attuale, non ci sarebbero movimenti in entrata per quel reparto, ma da Firenze fanno sapere che Cassano potrebbe essere un giocatore molto interessante su cui veder indossata la maglia viola. Cassano al suo arrivo a Milano aveva dichiarato che, “più su del Milan esiste solo il cielo”, ebbene: forse però non aveva considerato che più su del Campionato appena vinto, sedendo tante volte in panchina, all’orizzonte si vede l’Europeo e solo una presenza costante sul campo potrebbe confermare a Prandelli il suo valore. Ecco perché dunque è bene non farsi illusioni: Cassano potrebbe lasciare la casacca rossonera per vestire quella azzurra, che non è del Napoli ovviamente, ma quella di una squadra in grado di consentirgli la sua certa presenza in campo, che significherebbe la convocazione, confermata, in Nazionale.
Ma ora torniamo all’ultimo sforzo di questa stagione. Nella partita di domani ci sono racchiusi tanti scenari: l’Udinese che lotterà per ottenere la qualificazione in Champions a scapito della Lazio e il Milan che non dovrà essere sparring partner, ma avversario vero. Abbiati l’ha sottolineato: ci sono in ballo dei numeri, la miglior difesa e l’attacco che vorrà certo aumentare il suo bottino. Chi giocherà domani non lo farà da calciatore appagato, anche se i festeggiamenti post-scudetto, forse hanno indebolito la tensione.
Domani si chiude un anno denso e ricco di soddisfazioni. Ma già da lunedì si apre un nuovo percorso, ad ostacoli, ma i buoni atleti di via Turati, sono certa, porteranno a casa le loro preziose medaglie.

per Milannews.it

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