Cassano e l'incertezza: la ricetta di Braida e Nesta
Matteo Calcagni
Ariedo Braida, nell'intervista di ieri alla "Gazzetta dello Sport", non ha esitato a rimarcare una condivisibile opinione: "Chi lascia il Milan per propria scelta è matto". Il DG rossonero ha fatto da apripista, seguito a ruota da un altro leader del mondo rossonero: Alessandro Nesta. Il difensore romano, sulle pagine de "La Stampa", ha ribadito ed esteso il concetto: "Il Milan è un punto di arrivo non di partenza. Una volta che sei riuscito a farti prendere, devi essere bravo a sfruttare l'occasione senza aver paura della concorrenza. Se te ne vai da qui fai di sicuro un passo indietro". Negli ultimi giorni, infatti, l'incertezza sull'impiego sembra aver creato qualche dubbio di troppo in casa Diavolo: oltre a Seedorf, il cui contratto è in scadenza, i riflettori sono puntati soprattutto su Antonio Cassano.
Il barese si è integrato benissimo nel gruppo, facendo però trapelare una ventilata insoddisfazione per le troppe panchine. Il procuratore Bozzo ha smentito l'infelicità del suo assistito: la sensazione generale, tuttavia, è che solo il prossimo incontro con Galliani svelerà il destino del talento pugliese. I rumours parlano di Fiorentina ma, com'è ovvio, si tratta ancora di liason premature. Nel frattempo, dopo aver seduto in panchina contro Roma, Palermo e Cagliari, l'ex blucerchiato sarà impiegato al Friuli, cercando di chiudere al meglio una stagione comunque positiva: quattro reti e numerosi assist che, a conti fatti, hanno regalato al Milan punti decisivi per lo Scudetto.


