Dìdac, buona la prima: il Milan ha il futuro in casa
Matteo Calcagni
Esordire al Friuli, contro questa Udinese, non è facile per nessuno: Dìdac Vilà, al battesimo del fuoco dopo quasi quattro mesi di anonimato, ha superato pienamente la prova, cavandosela senza troppi problemi nonostante avversari di prim'ordine. Il giovane catalano ha atteso il suo momento e, all'ultima di Campionato, ha potuto mostrare un assaggio del suo valore: velocità e buon controllo di palla, impreziosite da buone doti aeree e difensive. L'ex Espanyol è riuscito anche a costruire un paio di cross interessanti, sfruttando il suo ottimo sinistro da mancino puro. Ancora non perfetto, invece, il posizionamento in copertura: un aspetto perdonabile e sicuramente migliorabile, anche perchè il feeling con i compagni si sviluppa necessariamente col passare del tempo. L'impressione generale, a parte le piccole e giustificate sbavature (non dimentichiamoci che dalle sue parti agiva un certo Sanchez), è senz'altro positiva: il ragazzo, dotato di personalità e di ottime caratteristiche fisiche, non disdegna inoltre la propensione offensiva.
E' probabile che, in questi primi mesi "italiani", Allegri non l'abbia voluto rischiare, soprattutto col Milan in piena lotta per il titolo nazionale. Per il ventunenne spagnolo sembra tuttavia profilarsi un destino in prestito: l'acquisto di Taiwo, infatti, ne precluderebbe ulteriormente lo spazio, a meno di rivoluzioni non preventivabili del pacchetto arretrato rossonero. La speranza è che, anche per valorizzare l'investimento, Dìdac possa un giorno diventare un elemento importante per il Diavolo: d'altronde, come la storia recente insegna, la Catalogna e Barcellona sono fucine di talenti straordinari, in ogni zona del campo. Vale la pena, dunque, tenersi stretto il laterale di Matarò, sperando che possa ripetere l'excursus di un altro suo collega: Ignazio Abate.


