Il Milan onora l'impegno al Friuli: Pirlo saluta e Pato si ferma, adiòs Copa America
Matteo Calcagni
A Udine è stata partita vera, senza sè e senza ma. Il Milan non ha regalato nulla all'undici di Guidolin, cercando i tre punti senza nessuna riserva. Marco Amelia, salito in cattedra nel momento migliore dell'Udinese, ha permesso ai suoi di uscire imbattuti dal Friuli, compiendo interventi da cineteca e neutralizzando anche un penalty di Di Natale. Una prestazione di altissimo livello, giustamente tributata con un applauso collettivo durante la sostituzione finale, quando il "debuttante" Flavio Roma ha sostiuito l'ex Genoa. L'esordio vero, tuttavia, è stato quello di Dìdac Vilà: il giovane catalano ha ben figurato contro avversari arrembanti, dimostrando di avere stoffa e doti idonee alla maglia rossonera. Nel postpartita, mentre i bianconeri festeggiavano giustamente la Champions ottenuta, la squadra ha celebrato il partente Pirlo: un'avventura lunga dieci splendidi anni, conclusa con un pianto che vale, e varrà, più di mille parole.
Pianto di commozione per Andrea, pianto di dolore e disperazione per Alexandre Pato: il brasiliano, sfortunatissimo, ha riportato una lussazione alla spalla a seguito di uno scontro con Zapata. Niente di gravissimo, come ha dichiarato il Dott. Gevi nel postpartita ma, purtroppo per il giocatore, la Coppa America è ormai un miraggio irrangiungibile: nonostante non ci sia necessità di operazione chirurgica, l'attaccante dovrà portare un tutore per un mese, al termine del quale dovrà seguire un obbligato iter riabilitativo. Nessuna speranza di vederlo in Argentina con la maglia verdeoro e, di conseguenza, un cruccio in più per il ct Mano Menezes. Ora si conclude ufficialmente la stagione 2010/11 e, dalla prossima settimana, si potrà progettare una lunga e fruttuosa estate di calciomercato: si parte con martedì con il destino di Seedorf e il riscatto di Boateng, titoli di testa di una sceneggiatura ancora tutta da scrivere.


