La parola passa alla società
Antonio Vitiello
Il punto che a Udine ha coronato il cammino dei campioni d’Italia ha avuto il merito di preservare statistiche e concetto di onore. Tutti contenti, in particolare Amelia che si prende l’ultima meritata copertina e lascia agli altri le lacrime. L’addio commosso e commovente di Pirlo, la disperazione di Pato che, con la spalla lussata e un tutore che la immobilizzerà per un mese, potrà seguire solo da casa le sorti del suo Brasile in Coppa America. Competizione che vedrà impegnati Robinho, Thiago Silva e Yepes, ritardatari d’eccezione, quando a Luglio ci si rincontrerà tutti a Milanello. Ora, per gli altri, scatta il rompete le righe e di tempo per pensare alla prossima stagione, con una supercoppa italiana in programma a Pechino già il 6 agosto, ce ne sarà a sufficienza. La squadra ha fatto il suo: la parola passa alla società. Non è una novità che Galliani cerchi altre stelle – due per riportare fedelmente le sue parole - ma intanto c’è da risolvere la grana rinnovi. Gattuso resta.
Tre anni di contratto, invece, rifiutati al 32enne Pirlo: Clarence Seedorf di anni ne ha 35, ma Allegri ha già detto che resta un giocatore importantissimo e Galliani – che in riferimento all'olandese ha parlato di una schiarita - ora attende fiducioso la firma per salvaguardare equilibri tecnici e di spogliatoio, senza dimenticare le casse societarie. Quanto a Cassano, la dirigenza lo ha promosso, forse più del campo: l’esigenza oggettiva di giocare di più per rendere al meglio, non esclude un addio dopo soli sei mesi in rossonero. Già definiti i nuovi arrivi in difesa, Mexes e Taiwo. A centrocampo, l’imminente riscatto di Boateng farà da preludio al pressing su Asamoah. Galliani, annebbiato dalla guerra sui diritti tv, parla ancora di embargo sulle piccole, tra cui rientra proprio l’Udinese. Ma a questa storia, probabilmente, non crede nemmeno lui.


