Il centrocampo del futuro: tra nomi, dubbi e certezze
Francesco Somma
Sembra quasi un obbligo, una moda dettata dal tempo e dalla tradizione di considerare migliore ciò che sembra meno banale. Il Milan è in cerca di una mezzala sinistra, e la ricerca ha generato da diverse settimane un vortice di nomi figli della fantasia, delle voci e delle congetture che da sempre caratterizzano quel pazzo e imprevedibile mondo chiamato calciomercato. Quali caratteristiche ha la mezzala che vuole Allegri? Sul centro sinistra quest’anno hanno giocato soprattutto Flamini, Ambrosini e Seedorf: i primi due agendo da incontristi con licenza di offendere, mentre l’olandese – seppur disputando gran parte del campionato a cavallo tra la regia e la trequarti – quando è stato impiegato sul centro sinistra ha giocato da mezzala pura.
Lo fece con assoluta continuità, e con risultati soddisfacenti, dal 2002 al 2004: una Champions e uno scudetto in 2 anni, ricoprendo un ruolo di importanza fondamentale nello scacchiere di Ancelotti: aiutava la squadra in fase di costruzione, riuscendo ugualmente a risultare determinante dalla linea mediana in avanti. Era il Milan dei Meravigliosi, Clarence mise a segno 3 gol in campionato: due in Juventus-Milan 1-3 ed uno, indimenticabile, in rimonta nel derby vinto 3-2.
Tenendo presente queste caratteristiche, chiediamoci chi, tra i giocatori accostati al Milan nell’ultimo periodo, sarebbe adatto a giocare in questo modo. Hamsik, Ganso e Pastore: nessuno tra questi si può considerare una mezzala pura. Sono tutti trequartisti, ottimi trequartisti, capaci di fare la differenza negli ultimi trenta metri.
Marek Hamsik è perfetto negli inserimenti, assicura 10-15 gol a stagione, ma tende a scomparire dal gioco, palesandosi soltanto in zona gol. Poco male, ma considerarlo una mezzala vuol dire fare un torto alla realtà. Discorso simile merita quel fuoriclasse di Javier Pastore: uno che solo ad immaginarlo ingabbiato nel centro-sinistra vengono i brividi. E’ un trequartista, esattamente come Paulo Henrique Ganso, abile nel creare la superiorità numerica e andare a rete, ma poco propenso a partire dalla sinistra. Delle due l’una. O è necessario rivedere l’agendina dei nomi che turbinano intorno ai colori rossoneri, oppure – scenario più plausibile – da qui a qualche mese vedremo in rossonero uno dei campioni sopraccitati (non gli unici possibili) e Kevin Prince Boateng, atipico interprete della trequarti, tornare a giocare a centrocampo, come nelle prime apparizioni con la maglia del Milan.


