Il bicchiere mezzo pieno
Federico Albert
Il Milan chiude l'ultima sessione di mercato con un colpo di coda e smentisce per l'ennesima volta le dichiarazioni di facciata dei propri dirigenti. Con l'acquisto di Nocerino, operazione che dimostra per cifre e contenuti la genialità di Ariedo Braida, i rossoneri hanno chiuso una campagna acquisti turbolenta e piena di imprevisti.
Proviamo a raccontare cosa è veramente successo in quest'estate priva di colpi da sogno ma ricca di acquisti utili e di occasioni colte al momento giusto. Iniziamo col dire che il mercato del Milan merita un 7. Voto giustificato dall'abilità con cui ci si è tirati fuori da una serie di imprevisti senza fine, che ha rischiato di mettere la dirigenza con le spalle al muro piu e piu volte e dall'effettivo valore dei giocatori arrivati.
Maggio 2011. Il Milan, che da tempo si è assicurato, a costo zero, le prestazioni di Taiwo e Mexes, segue due piste suggestive. Si vuole regalare ai tifosi e al mister, un mediano che faccia fare la differenza in Europa. Si aprono due piste, una confermata dalla Gazzetta e l'altra sottotraccia, su cui Raiola lavora da Febbraio. Hamsik e Fabregas, due giocatori di assoluto livello che stuzzicano la fantasia della dirigenza, del presidente e dei tifosi. Si procede al rinnovo dei senatori in scadenza, rinnovano tutti i big tranne Pirlo che, sentendosi escluso dal progetto tecnico di Allegri, preferisce provare una nuova avventura in maglia bianconera,
Giugno-Luglio 2011. Brusca frenata su Hamsik, da Napoli giungono voci (verificate), secondo cui fattori esterni al calcio abbiano "costretto" il giocatore a prolungare la sua permanenza alle pendici del Vesuvio. Non parliamo di teste di cavallo nel letto stile Padrino ma il paragone potrebbe non essere cosi inverosimile. Sfumato l'arrivo dello slovacco, ci si muove in direzione Londra. Grande convinzione e sicurezza di portare il catalano a Milano, nonostante i continui e sospetti rinvii del club londinese sulla chiusura dell'affare e la voglia del giocatore di tornare a Barcellona. Con il Genoa si chiude un operazione che vede i rossoneri aggiudicarsi la metà del cartellino di El Sharaawy, miglior 92' italiano in circolazione, su cui Allegri sembra voler puntare tantissimo. Galliani, sempre col Genoa, riscatta Amelia e Boateng e conclude operazioni minori riguardanti alcuni giovani della primavera. Partono Sokratis e Janku, lasciano per il momento Milanello Merkel, Strasser e Beretta e si comincia a vociferare di un addio di Cassano, presentatosi al ritiro sovrappeso e con scarsa voglia.
Da Londra continuano a rinviare la chiusura della trattativa, si parla di un ritorno di Kakà in prestito e del possibile arrivo di Balotelli qualora Raiola chiuda per Fabregas. Si lavora per strappare Montolivo alla Fiorentina con un'operazione low-cost e si fanno sondaggi per Aquilani.
Agosto 2011. Arrivati al mese piu caldo, si registra il fallimento di Raiola. Il manager italo-olandese, sicuro di poter portare Fabregas in rossonero, si fa scappare il giocatore (la vicenda è gia stata ampiamente raccontata) e mette la dirigenza rossonera in grande difficoltà, poichè il mercato non offre grandi alternative e non c'è la benchè minima intenzione di spendere grosse cifre su giocatori che non convincono appieno la dirigenza.
Si fa un tentativo per Schweinsteiger, ma il poco tempo a disposizione non favorisce la trattativa e l'assalto fallisce. Si pensa a De Rossi, in scadenza con la Roma ed i cui problemi personali potrebbero spingerlo a cambiare città, ma il neo-proprietario della Roma, temendo lo scontento della piazza, dice no all'offerta rossonera e decide di rischiare di perdere il giocatore a costo zero a gennaio.
La dirigenza rossonera, complici le prestazioni convincenti di Cassano ed il fallimento di Raiola, rinuncia a portare Balotelli in rossonero e conferma il pacchetto offensivo rossonero, ricco di seconde punte e sempre orfano di un vice-Ibra. Si decide di aspettare che Montolivo vada in scadenza di contratto e di prenderlo a costo zero, come accaduto con Mexes e con un'operazione capolavoro si chiude per pochi spiccioli con Aquilani.
In allenamento El Sharaawy stupisce tutti, si parla di sensazioni positive come per Kakà e Pato e si blocca il ritorno del brasiliano sulla sponda rossonera del Naviglio, nonostante il pressing asfissiante della moglie e di Perez sulla famiglia Berlusconi.
Flamini si infortuna in amichevole. Out 5-6 mesi e centrocampo in emergenza ancora prima di inziare. Galliani predica calma e dice che non arriverà nessuno, si lavora sempre su due nazionali in scadenza, Montolivo e De Rossi. Invece, anche questa volta per pochi spiccioli, arriva un altro nazionale italiano, Antonio Nocerino. Operazione nata e chiusa in poche ore.
Arriva anche in comproprietà col Genoa, il portoghese Pelè (attenzione a questo giocatore).
I motivi per cui si è deciso di aspettare e di non gettarsi su nomi a sensazione per far felici i tifosi sono molteplici.
La squadra, almeno in campo italiano, era competitiva gia a fine maggio ed a maggior ragione lo è adesso.
A gennaio è molto probabile l'arrivo di Ganso, giocatore formidabile, troppo sottovalutato, che andrà ad alzare il tasso tecnico, non eccelso, della solida mediana rossonera.
Il lavoro della dirigenza non si fermerà al riempimento dello slot extra vacante, ma si lavora gia da ora su importanti affari da chiudere a costo zero nella finestra di gennaio. Montolivo ha un accordo col Milan gia da tempo, mentre il pressing su Berti (procuratore di De Rossi) è costante ed il rinnovo con la Roma che continua a slittare non è casuale.
Accontentare tutti i tifosi non è mai facile, quando prendi un giocatore attempato tutti predicano una politica che punti ai giovani e quando punti su una giovane promessa tutti lamentano la mancanza di esperienza che serve a vincere.
A noi piace vedere il bicchiere sempre pieno, si è fatto un mercato senza squilli di tromba, portando in squadra giocatori graditi al tecnico e funzionali al suo progetto ed al suo credo calcistico, senza fare collezione di figurine o di campioni sul viale del tramonto. Ora che il progetto c'è, funziona e da i suoi frutti, sia nel settore giovanile che in prima squadra, i tifosi ne gioiscano e ne colgano i risultati, senza farsi condizionare da quella perenne insoddisfazione, tipicamente italiana, che ci fa vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto.
Mezzo vuoto o mezzo pieno, sarà come sempre il campo a deciderlo, ma ci si consoli con il fatto che c'è ancora chi cerca la bottiglia per riempirlo questo bicchiere e questa cosa ci rende tanto tanto sereni.


