Il gioco delle otto carte
Matteo Calcagni
Pirlo out, Aquilani in; Flamini lungodegente, Nocerino in. Numericamente, come esigeva il buon senso, il Milan ha composto una mediana comprendente otto elementi, con infinite soluzioni di interscambio nei quattro ruoli del centrocampo rossonero. Ambrosini, Aquilani, Boateng, Emanuelson, Gattuso, Nocerino, Seedorf e van Bommel: otto mediani per quattro posti, con gerarchie flessibili e tante possibilità. Iniziamo con il ruolo centrale, quello davanti alla difesa. Superato il dogma Pirlo, che per anni era parso insostituibile, il tecnico toscano può affidarsi a tre uomini come baluardo in mezzo al campo: van Bommel e Ambrosini partono quasi alla pari e, vista l'anagrafre, verrano spesso intercambiati nel corso della stagione; dietro di loro si piazza Clarence Seedorf, ottimo in quel ruolo a White Art Lane contro il Tottenham.
L'interno di destra, probabilmente, è la zona con più chances e variabili tattiche: da Ambrosini a Gattuso, da Nocerino ad Aquilani, con la possibilità di utilizzare anche Kevin-Prince Boateng, attualmente trequartista, e il professore olandese. Discorso simile anche per la "ultracitata" mezz'ala sinistra: Seedorf sembra partire avvantaggiato, ma il nuovo acquisto Aquilani gli darà tanto filo da torcere. Anche Emanuelson può essere schiarato come interno mancino, così come Nocerino, Boateng e lo stesso Ambrosini. Meno popolata la trequarti: imprescindibile l'incursore Prince, a cui seguono Seedorf e Aquilani. Più probabile, in caso di forfait del ghanese, l'utilizzo da parte di Allegri di una seconda punta per il vertice alto del rombo: Robinho, Cassano ed El Shaarawy in preallarme.


