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Jashari non gioca, ma Allegri chiede pazienza. C'è un errore da non ripetereTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 15:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio
per Milannews.it

Jashari non gioca, ma Allegri chiede pazienza. C'è un errore da non ripetere

La prima stagione di Ardon Jashari al Milan non è andata bene, per una serie di motivi. Innanzitutto la lunga telenovela estiva, con il farsesco tira e molla con il Brugge, non preannunciava cose positive. Il calciatore non ha svolto nel modo giusto la preparazione ed è arrivato a Milano non nelle condizioni fisiche migliori. Già questo è abbastanza per condizionare negativamente la stagione di un calciatore, figuriamoci poi quando si cambia nazione, club e livello del campionato. Ci si è aggiunta poi un'incomprensione tra ruoli, caratteristiche e giocatori.

In rosa il Milan aveva Fofana che può giocare in quella posizione, ma per Allegri è una mezz'ala. Arriva Modric: una vita da mezz'ala offensiva, che viene preso per giocare davanti alla difesa (con risultati incredibili). Arriva subito Ricci: al Toro giocava davanti alla difesa, per Allegri può farlo ma non è ancora abbastanza maturo per giocarci al Milan e lo sposta nelle batterie delle mezz'ali. Jashari si sente una mezz'ala, un numero 8, ha giocato spesso in un centrocampo a due, un sei, ma per Allegri non ha abbastanza gamba per incidere anche nel gioco offensivo: è da far giocare, per ora, davanti alla difesa. Come verrà organizzata la convivenza con Modric? Non c'è il tempo neanche di farsi questa domanda perché Jashari è molto sfortunato e rimedia, in allenamento, una frattura del perone a fine agosto.

Lo svizzero rimane fuori per più di due mesi e torna a disposizione a fine ottobre. Da allora solo 13 partite in campo, di cui 7 da titolare. Troppo poco per giudicarlo, troppo poco per valutarlo e troppo poco per fargli prendere ritmo, misure, confidenza e coesione con la squadra. Allegri infatti anche oggi in conferenza stampa ricorda: "I giocatori non sono come le macchine, che arrivano e vanno. Ci sono giocatori di grande esperienza a cui la maglia del Milan non pesa. Poi ci sono situazioni, come Jashari: la società ha fatto un grande investimento per un giocatore di ottimo valore. Ha avuto l'infortunio, è rientrato, ha avuto meno spazio... Ma non è che è diventato scarso. Ha trovato difficoltà, ha grandi potenzialità: sarà un giocatore importante per il Milan del futuro".

Parole fondamentali che sottolineano un concetto chiave. E poi il Milan ha fatto comunque la stagione che doveva fare nonostante il secondo acquisto più oneroso dell'estate, circa 34 milioni, non sia riuscito a dare il suo contributo. Sarebbe sciocco, vista anche l'incertezza sul futuro di Modric (e anche sulla sua autonomia se ci saranno 3 impegni settimanali), sbarazzarsene già in estate come fatto in passato con De Ketelaere. Negli ultimi anni il Milan ha scelto di non aspettare più i calciatori giovani su cui solo un anno prima aveva deciso di puntare con grande forza, investendo anche cifre importanti.

Facendo così si rischia che i vari Tonali, salito di livello e prestazioni dopo un primo anno negativo, esplodano e facciano le fortune delle altre squadre. E in quel caso al Milan rimarrebbe solo un'importante cifra spesa, un anno di rodaggio ed il "contentino" di una NON plusvalenza raggiunta con qualche strana formula di mercato. Se si punta forte su un ragazzo giovane e di talento, e pensiamo che questo sia ancora il caso di Jashari, è anche importante dargli supporto nel percorso di crescita. Altrimenti ci ricolleghiamo al discorso di qualche giorno fa e si dice chiaramente che il Milan diventa un club di passaggio in tutto. Allegri, intanto, ci ha tenuto a mettere nero su bianco che è un calciatore con grande potenziale su cui si potrà puntare. Poi sarebbe interessante, magari una volta raggiunta questa benedetta qualificazione in Champions, vederlo in campo con maggiore regolarità.