ESCLUSIVA MN - Parla il tifoso che ha fatto partire il coro per Maldini: "A nome dei milanisti: vogliamo il ritorno di Paolo"
In occasione dei Milan-Atalanta il popolo rossonero ha inscenato una contestazione contro l'amministratore delegato Giorgio Furlani che ha fatto il giro del mondo. A questa si è unita anche una petizione social che è arrivata a toccare quota 50mila firme, a conferma del fatto che qualcosa tra il dirigente rossonero e la "sua" gente si sia definitivamente rotto.
Il milanista rivuole identità, ambizione, ma soprattutto unità di intenti, cosa che è mancata nelle ultime stagioni sotto l'amministratore RedBird. Solo una figura potrebbe risanare un ambiente oramai alla deriva come questo, Paolo Maldini, il cui nome è stato anche inneggiato dallo stadio proprio domenica. E MilanNews.it ha sentito in esclusiva il tifoso che ha fatto partire il coro, Alex Rota Conti, che ha raccontato il punto di vista del tifoso di questo momento e non solo.
Partiamo dalle basi: raccontaci un po' di te
"Sono tifoso dal Milan fin da piccolo, almeno dalle elementari, dall'età di 6 anni, io ho 48 anni, ne compirò 49 il prossimo 25 Agosto, quindi sono nel 1977. Non sono abbonato allo stadio in quanto disabile. Prima ci andavo con il sistema di accreditamento ma da quest'anno, come certo saprete, anche i disabili si devono abbonare, cosa che però non ho fatto, eppure pur di vedere il Milan compro i biglietti per venire a San Siro partita per partita".
Domenica hai portato avanti anche tu la tua silenziosa protesta mostrando la maglia di Paolo Maldini, facendo partire anche il coro che si è diffuso per tutto San Siro: che significato c’è dietro questo tuo gesto?
"Semplicemente rivoglio Paolo Maldini dirigente, perché reincarna i valori del Milan e l'amore per il milanismo".
Il Milan sta attraversando un periodo di difficoltà, sportivo e non: cosa vorreste che venisse fatto voi tifosi?
"Vogliamo una Proprietà che pensi al Milan e non una che pensa solo ai profitti personali. Devono capire che il Milan è Storia e Gloria e non un azienda personale sulla quale si può luclare e da mungere".
L’uomo (in negativo) del momento è Giorgio Furlani: cosa vi ha portati a puntargli il dito contro? Perché lui e non tutto l’asset?
"Perché ho come l'impressione che si lui non solo sta portando avanti la linea aziendale, ma che vada avanti oltre i propri compiti, mettendo il becco non solo nella parte finanziaria, ma anche nella parte sportiva, dove lui a mio parere, e non solo mio, non è capace. Io comunque ce l'ho tutto il management, sia chiaro, non solo con Giorgio Furlani".
Cosa vi augurate succeda quest’estate? A livello societario ovviamente considerando la protesta che state portando avanti?
"Io mi auguro, e penso di poter parlare anche a nome di molti altri tifosi Milanisti, un cambio di Proprietà e il ritorno di Paolo Maldini".






