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Cardinale: cambiare ds e tecnico vuol dire ricominciare da zero. A chi piace il ticket Malagò-Viglione? Prossimo designatore: Orsato o DoveriTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Franco Ordine
per Milannews.it

Cardinale: cambiare ds e tecnico vuol dire ricominciare da zero. A chi piace il ticket Malagò-Viglione? Prossimo designatore: Orsato o Doveri

Nessuno sa cosa bolle nella pentola di Gerry Cardinale per la prossima stagione ma forse è il caso di ripetere quello di cui il Milan non ha sicuramente bisogno. E cioè di un altro ribaltone, altri dirigenti, altro allenatore, altri calciatori così da ricominciare da zero, premessa per portare a un’altra stagione di incognite e di promesse tradite.

Nessuno conosce il piano di Cardinale ma è bene che Gerry stesso sappia che Allegri - qualora centrasse la Champions - è disposto a restare a condizione che non ci siano intralci societari alla linea guida e che si provveda a un robusto potenziamento della rosa. Non solo. Cambiare ancora un ds per farne entrare un altro solo per soddisfare la voglia di cambiamento non è un indirizzo virtuoso. Non dimentichiamo inoltre che in caso di Champions oltre alla quota dei diritti tv, possono arrivare nelle casse del club anche i riscatti scontati di Pobega (7 milioni), Jimenez (12 milioni), Colombo (8-10), Morata (12) mentre sono in sospeso (dipende dalla salvezza della Cremonese) i riscatti di Terracciano e Bondò. Sicuri invece i rientri di Musah da Bergamo e di Bennacer da Zagabria per fine prestito, diversa la posizione di Chukwueze che ha una cifra di riscatto alta (27 milioni) su cui però gli inglesi vorrebbero trattare per risparmiare qualche milioncino. Infine i ritorni sicuri da inserire nella rosa per la rappresentanza italiana del settore giovanile sono Camarda dal Lecce, Comotto dallo Spezia e Zeroli dalla Juve Stabia.

Quando Gerry Cardinale affronterà il tema del nuovo assetto societario dovrà occuparsi anche del dossier politico. Chi se ne occupa? Fino a oggi nessuno. Mentre Milan e Juve vivono i loro affanni quotidiani di classifica e di rapporti interni (Allegri-Ibra da una parte, Spalletti-Comolli dall’altra), c’è chi ha già preparato il futuro del calcio italiano. Giovanni Malagò ha raggiunto la quota di voti sufficiente per essere eletto il 22 giugno. Con lui, a completare il ticket preparato dietro le quinte, ci sarà come segretario generale Gianluca Viglione, attualmente responsabile dell’ufficio legislativo della federcalcio oltre che legale di Gabriele Gravina e noto alle tifoserie italiane per i festeggiamenti fatti a San Siro in occasione del precedente scudetto firmato Simone Inzaghi. Non solo.

La Lega serie A ha già deciso di riconfermare la propria rappresentanza in seno al prossimo consiglio federale con Marotta, Chiellini e Campoccia (Udinese) a testimonianza del fatto che cambierà quasi niente rispetto alla precedente governance di Gravina. Altra casella fondamentale della futura stagione sarà la scelta del designatore di A e B da nominare prima dell’estate e che prenderà il posto di Rocchi. Poiché nella famiglia arbitrale è in scena da anni una sorta di faida, al momento resistono due candidati potenziali. Il primo, che riscuoterebbe il favore dell’attuale consiglio nazionale Aia, è Orsato, attualmente designatore in Lega Pro, figura di provata integrità. Il secondo potrebbe diventare Doveri, classe 1977, che ha appena concluso un’altra stagione in campo con apprezzamenti diffusi per serietà, competenza e distanza dai giochi politici. Visto che Juve e Milan non toccano palla da tempo, forse sarebbe il caso che aprissero gli occhi almeno su quest’ultimo tema.