Milan senza testa, c'è chi ci prova: quattro squadre su Jashari
In attesa che Gerry Cardinale completi la ristrutturazione dirigenziale del Milan, al primo giugno mancano ancora CEO, Direttore Tecnico, Direttore Sportivo e allenatore, il mondo calcistico va inevitabilmente avanti. Non è di certo un mistero che in questi giorni i calciatori rossoneri stiano riflettendo attentamente sul proprio futuro, ma senza la possibilità di interfacciarsi con una figura sportiva all'interno del Club. C'è chi come Leao che ha messo tutto in pubblica piazza, mentre altri preferiscono il silenzio e il basso profilo. A questa situazione si aggiunge anche il lavoro delle altre squadre: se il Milan è attualmente immobile non è detto che debbano esserlo anche gli altri. E così gli altri club pensano o iniziano ad avvicinarsi ai quei calciatori rossoneri di valore che, per un motivo o per un altro, non hanno ancora espresso tutto il loro potenziale.
JASHARI: INTERESSE DI ATALANTA, ROMA, JUVENTUS E COMO
Un anno fa lo svizzero era l'oggetto del desiderio di tutto il mondo Milan, un anno dopo c'è chi pensa di metterlo in discussione. Nel frattempo Atalanta, Roma, ma anche Juventus e Como si sono informate con il suo entourage per capire eventuali condizioni per una partenza. Al momento, visto il vuoto di potere nel Milan, è praticamente impossibile andare oltre: letteralmente le possibili pretendenti non hanno con chi parlare. Quello che vale per Leao, al momento non c'è nulla di serio o avanzato, ovviamente vale per Jashari. Giuntoli lo apprezza da tempo e aveva provato a portarlo alla Juventus, Gasperini apprezza da sempre calciatori di questo tipo, così come il Como di Fabregas lo vedrebbe come un gran rinforzo in mediana.
CEDERE JASHARI SAREBBE UN ERRORE
Chi ricorda l'estenuante trattativa con il Club Brugge della scorsa estate alzi la mano. Mesi snervanti, addirittura peggiori di quelli un cui c'era De Ketelaere in ballo, con il club belga che le ha provate davvero tutte per far saltare il banco: promesse disattese, dichiarazioni irrispettose e addirittura giocatori mandati a fare le veci dei dirigenti dopo le amichevoli. Jashari ha resistito e aveva una sola cosa in mente: il Milan. Lo svizzero, eletto miglior calciatore del campionato belga nella stagione 24/25, ha rifiutato la corte di altre squadre europee con Dortmund e Manchester United per vestire rossonero. Salvo poi ritrovarsi con un allenatore che evidentemente fin dal primo giorno gli ha messo i bastoni tra le ruote schierandolo in una posizione non sua. Il classe 2002 ha uno dei punti di forza principale nel suo motore: una volta preso ritmo sarebbe stato adatto per un calcio verticale, offensivo, fatto di riaggressioni e tanta corsa. Con Allegri non c'è stato niente di tutto questo: il tecnico livornese l'ha relegato a riserva di Modric come perno statico davanti la difesa.
Poi c'è stata la grande sfortuna della frattura del perone in allenamento e tutto quello che ne è conseguito: mesi saltati, un rientro graduale, una condizione mai trovata a causa del minutaggio scarso e sporadico. Lo Jashari visto quest'anno non è il calciatore che un anno fa cercava mezza Europa. Con un anno in Italia alle spalle e dopo aver capito cosa vuol dire cos'è la Serie A sarebbe piuttosto sciocco cederlo, soprattutto ad una rivale.
Il nuovo corso rossonero deve ancora partire, ma è ben chiaro che un calciatore come Jashari, visto che difficilmente sul mercato ci saranno investimenti ingenti, va sfruttato e valorizzato, non buttato via com'è successo con De Ketelaere, ceduto in fretta e furia per paura di fare una minusvalenza. Non ha senso puntare su calciatori giovani se non si è disposti ad aspettarli.






