Como, il ds Ludi: "Parleremo col Real per Nico Paz. Da Cunha resta, trattiamo il rinnovo"
Il direttore sportivo del Como Carlalberto Ludi ha parlato a Radio Anch'Io Sport dopo la straordinaria stagione della squadra di Cesc Fabregas che ha portato alla storica qualificazione in Champions League:
Per lei è stato un miracolo sportivo?
"E' stato definito miracolo sportivo ma non sono totalmente d'accordo. Un miracolo non si fonda su qualità, competenza, lavoro duro e cultura. Noi abbiamo fatto tutto questo con l'idea di migliorare la classifica dello scorso anno. Poi è vero che Fabregas nascondeva le carte, ma a gennaio ci siamo detti che potevamo farcela senza assilli".
Nel giro di uno o due anni lo Scudetto sarebbe un miracolo sportivo?
"Oggi è una parola impronunciabile. Per competere per vincere serve fare un altro grandissimo step. Io non parlo di miracolo ma di grande impresa sportiva. Lo Scudetto è qualcosa di impensabile in questo momento, così come forse era la Champions un anno fa. Noi lavoreremo quotidianamente per migliorare, questo è quello che ci chiede la proprietà".
Il prossimo anno ci saranno ingressi di giocatori italiani?
"Le regole UEFA ci impongono di guardare con attenzione agli italiani, ma abbiamo preso un solco metodologico e un gioco molto chiaro e non vogliamo discostarci più di tanto. Sicuramente guarderemo con attenzione il mercato interno, poi se i giocatori più funzionali arriveranno dall'estero vedremo. Poi sul settore giovanile stiamo lavorando diversamente, cerchiamo di prendere talenti italiani in modo che la squadra del domani possa essere costruita con giocatori che conoscono il nostro calcio".
La permanenza di Fabregas? Teme un'offerta irrinunciabile per lui?
"L'anno scorso è stato fatto un passo importante, visto quello che era successo in sede di mercato. Quest'anno Cesc si è già espresso, sappiamo che il nostro percorso andrà avanti insieme, che lui è felice, ha altri due anni di contratto e andremo in continuità, nella nostra testa e nella nostra speranza anche oltre la prossima stagione sportiva".
La situazione di Nico Paz?
"Su Nico sono sempre un po' in difficoltà perché non dipende da noi. La volontà del Real Madrid non possiamo controllarla. Proveremo a parlare col Real, per noi continuare con la stessa maglia in un contesto come la Champions può farlo crescere ancora, speriamo possa bastare per lasciarcelo un'altra stagione. Poi Nico sta benissimo qua e magari anche questo può giocare a nostro favore".
Si aspetta offerte per Da Cunha?
"Immagino possano arrivare offerte, ma è il nostro capitano. Al di là dell'aspetto metodologico, è una bussola emotiva quotidiana, abbiamo fatto un percorso insieme, è imprescindibile. Da Cunha non è sul mercato, ripartiremo da lui e stiamo parlando di un rinnovo".
Pirola potrebbe essere il sostituto di Diego Carlos?
"Un buon giocatore, lo conosciamo da tempo. Ma ora i nomi sono abbastanza relativi, posso esprimere un giudizio positivo dal punto di vista tecnico ma non c'è alcuna trattativa in piedi. La situazione di Diego, che è tornato nella squadra di appartenenza, è sotto osservazione. Stiamo discutendo con Kempf del rinnovo. Prima di approcciare il mercato vogliamo definire le situazioni interne".
Gli Hartono vogliono sviluppare il calcio in Asia?
"Non sono nella loro testa, sicuramente stanno cercando di portare questa cultura calcistica in un paese che ha grande passione e vive di calcio. C' un deficit di competenza e cultura calcistica che è difficile da colmare. Loro sono focalizzati anche sul calcio femminile. Non posso sapere quale sarà il prossimo passo ma non escludo niente".
Il presidente Simonelli è tornato a parlare della possibilità di giocare all'estero una partita di Serie A...
"Un tema delicato, politico e non solo tecnico. Bisogna partire dal rispetto dei tifosi che vivono di questo sport, di passione. Noi abbiamo fatto risultati anche grazie alla nostra gente. Al tempo stesso bisogna capire che è normale nel 2026 avere l'ambizione di portare fuori dai confini il prodotto Serie A. Dentro questi pilastri ci sono spazi di interlocuzione con tempi e logiche corrette. Non è semplice, è una cosa da studiare, ma penso si possa fare. Anche gli altri club di Serie A dovrebbero capire come noi è che sarebbe un qualcosa di propedeutico allo sviluppo del sistema".
In Champions meglio il Barcellona o il Real Madrid?
"Ha nominato due club stimolanti… Qualsiasi sorteggio ci andrà bene, noi l'approcceremo con la solita mentalità: ambizione, coraggio ed energia, l'obiettivo è farci valere anche in Europa".
I lavori al Sinigaglia?
"Uno stadio adeguato ai criteri UEFA, il che non è banale. La proprietà ha lavorato dal giorno dopo la fine del campionato, questo è significativo di come la nostra relazione con le istituzioni sia funzionale. Spero e penso che saremo pronti per l'inizio delle competizioni. Per quel che riguarda il nuovo impianto, ne stiamo parlando, sono sicuro che prima o poi accadrà anche questo. Ci stanno lavorando da tanti anni, l'amministrazione comunale è molto positiva e gli iter si stanno completando in modo armonioso. Tendenzialmente gli Hartono quando vogliono fare qualcosa poi la portano a termine".
Le dichiarazioni di Baldini che si è schierato ...
"Non posso commentare le dichiarazioni del ct. Le ho lette, ma vanno contestualizzate. Nel nostro calcio c'è un gap significativo con la Premier, tutto va visto da diverse prospettive. Non può essere slo colpa dei dirigenti, non può essere solo colpa delle componenti tecniche. A volte in Italia facciamo fatica a ragionare di sistema, ad avere una visione a lungo termine. Il nostro mondo sta cambiando, ci sono dirigenti competenti, i fondi stanno investendo in modo prepotente e quindi significa che ci sono margini di miglioramento".
Ha un'idea del piano Malagò?
"In Lega non sono un rappresentante, ci sono persone più competenti. Sono contento perché la Lega ha sposato un profilo competente, seguiamo con fiducia il suo programma e la sua leadership".
Riduzione della Serie A a 18 squadre?
"È un tema importante ma non l'ultimo. La qualità degli investimenti secondo me fa sempre la differenza. Dal mio punto di vista siamo in un momento in cui servono più azioni, serve un cambio culturale. I giovani dal punto di vista tecnico ci sono, manca solo un po' di energia per pensare in modo diverso".











