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Cardinale da solo nel convento. RedBird, cessione un pezzo alla volta (all'ombra di Elliott...)TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Luca Serafini
per Milannews.it

Cardinale da solo nel convento. RedBird, cessione un pezzo alla volta (all'ombra di Elliott...)

Il crollo dei risultati sportivi, del valore della rosa, del movimento giovanile rossonero si unisce alla lungaggine dei tempi di realizzazione del nuovo stadio, che certamente RedBird (e prima Elliott) supponevano più snelli. Gli stranieri, per quanto evoluti finanziariamente, continuano a non avere idea di quanto siano incolti gli orticelli della politica e della burocrazia italiana, uniti alla retorica, alla demagogia e alla propaganda che rallentano qualsiasi processo in qualsivoglia direzione e in tutti i campi (oggi si dice "filiere"). Tutto questo renderebbe sempre meno appetibile l'idea di business che Gerry Cardinale si era fatto, ingoiandosi il Milan. 

Ti sei svegliato adesso?, mi chiedo davanti allo specchio. No. Che fossimo di fronte ad insipienti, sprovveduti e arroganti, l'ho capito pagandolo di tasca mia: ero convinto che la squadra (cioè la cosa che mi interessa di più), finalmente affidata a un DS e soprattutto a un allenatore italiano ed esperto, potesse fare bene. Ed è stato così, fino a quando Ibrahimovic l'ha sabotata. E che Ibrahimovic arrivasse ad essere un sabotatore, superando il suo stesso ego e scontrandosi con gli interessi del club, beh questo era francamente molto difficile da prevedere. È stato tutto un rotolare verso il peggio. 
Che Furlani, Moncada e il sabotatore facessero un mercato parallelo a insaputa di Igli Tare, nemmeno questo era prevedibile. E - in tutta onestà - che la falcidia radesse al suolo tutto, ma proprio tutto il pianeta Milan penso davvero fosse impronosticabile. Ci vuole un lavoro certosino per smantellare 125 anni di storia un pezzo alla volta, sebbene le ruspe lavorassero in direzione opposta alla storia e all'ambizione del club. Oppure, semplicemente, serve un pazzo alla guida del trattore.  

Oggi Cardinale è chiuso da solo nel convento. Viene fatto di chiedersi chi lo stia consigliando, guidando, aiutando nella scelta del direttore dell'area sportiva, dell'ad, del direttore sportivo, dell'allenatore. Certo non Ibra, col quale giorni fa - in un locale pubblico - sono volati insulti e minacce. Il problema è che Gerry sta al calcio come tutti noi al baseball femminile, al curling, al tiro alla fune. Altro grosso problema è che con la prima squadra devastata, un 8° e un 5° posto alle spalle, senza Champions, in mezzo alla rivolta dei tifosi, con il settore giovanile ai minimi termini tecnici, la sede sociale Casa Milan dove si respira un clima da saloon, ma soprattutto con il nuovo stadio lontanissimo nei tempi (ed era questo il padre di tutti i core business...), la stabilità finanziaria del club rischia di sgretolarsi di pari passo alla partecipazione degli sponsor.

Ecco quindi tornare a soffiare il vento di una possibile, silenziosa cessione a pezzi del Milan da parte di RedBird: che so, una fetta alla famiglia Ellison, una fetta a Comvest di Toronto, una fetta... alla famiglia Singer. Perché il Fondo Elliott comunque è ancora lì, con in mano il suo ramoscello. Magari non seduto sulla riva del fiume, magari invece già in cammino verso la foce.