FOCUS MN - Marc Casadó, il nome nuovo per la mediana del Milan: talento, equilibrio e intensità dalla Masia
Marc Casadó è uno dei profili accostati al Milan per il centrocampo. Classe 2003, cresciuto nella famosissima Masia del Barcellona, è un mediano di 172 cm, destro, oggi al Barça di Hansi Flick, con il contratto in scadenza fino al 2028. In Catalogna viene descritto come un centrocampista di equilibrio, lavoro, qualità e leadership: non il classico nome da copertina per intenderci, ma uno di quelli che fanno girare la squadra, E secondo le ultime indiscrezioni il Milan potrebbe essere una pista concreta per il catalano, con Jorge Mendes che potrebbe fare da intermerdiario proprio come successo nella onerosissima operazione che ha portato in rossonero Gonçalo Ramos.
QUALITÀ TECNICHE: ORDINE, RITMO E VERTICALITÀ
Tecnicamente Casadò è un mediano moderno: ama giocare davanti alla difesa, ricevere sotto pressione e dare continuità e velocità alla manovra della sua squadra. Attenzione però, non stiamo parlando di un regista "alla Pirlo", ma di un centrocampista ordinato, rapido nella scelta e bravo a verticalizzare senza perdere pulisia. In Spagna ne sottolineano soprattutto la capacità di trovare passaggi progressivi e di servire i compagni tra le linee, capacità che Ruben Amorim chiede ai propri centrocampisti fanendo di questa trama uno dei pilastri del suo gioco.
Allo stesso tempo, però, c'è da dire che Casadò è uno che riesce ad alterare qualità e semplicità, giocando per l'appunto semplice quando serve, ma non banale: sa accelerare il possesso con una tramissione, un cambio lato o un'uscita palla al piede.
RUOLO TATTICO E COMPATIBILITÀ CON AMORIM
Casadò tatticamente può fare il mediano in un centrocampo a due o il play baso in una struttura più fluida. Metterlo a disposizione di un allenatore come Amorim sarebbe interessante, anche perché nel 3-4-2-1/3-4-3 del portoghese il doppio pivot deve proteggere la squadra, accompagnare, guidando, la pressione e collegare difesa e trequarti. Compiti ai quali Casadó potrebbe adempiere senza troppi problemi avendo gamba, aggressività e senso del recupero nelle sue corde.
Il dubbio riguarda la fisicità e la gestione posizionale, essendo abituato ad un calcio completamente diverso, per ritmi e non solo, rispetto a quello italiano. Rafa Marquez, suo allenatore nel settore giovanile del Barcellona, ha spiegato che per troppo entusiasmo, alle volte, tende a corpire troppo campo perdendo la zona di riferimento, errore che in un campionato come la Serie A rischia di essere fatale. Però il materiale c'è, ed anche tanto: non stiamo parlando del più classico dei colpi da "fuochi d'artificio", ma più da accesione intelligente, quelle che spesso fanno addirittura saltare il contatore.


