La scelta della nazionale, Michael Jordan, i video di Messi e Ronaldinho, i dribbling, gli assist e l'interesse del Milan: ecco chi è Karetsas
Dopo Gonçalo Ramos e Mario Gila, Ruben Amorim ha chiesto un rinforzo di livello anche per la trequarti. L'identikit del giocatore che vuole il portoghese è il seguente: deve essere bravo nell'uno contro uno, deve sapere dialogare con i compagni, deve essere forte tecnica e possibilmente giovane. Ad oggi sono soprattutto due i nomi su cui sta riflettendo il Diavolo, vale a dire Kerim Alajbegovic e Konstantinos Karetsas. Entrambi sono apprezzati molto in via Aldo Rossi, dove sono convinti che possano diventare dei grandi giocatori. Ma proviamo a conoscere meglio il giovane talento greco del Genk.
ALLA SCOPERTA DI KARETSAS: LA CARRIERA
Nato a Genk il 19 novembre 2007 da genitori greci che sono emigrati in Belgio prima della sua nascita, Karetsas ha iniziato a giocare a calcio fin da piccolissimo: dopo aver iniziato nel settore giovanile del Genk, nel 2020 passa ai rivali dell'Anderletch, ma tre anni dopo ritorno al Genk dove, dopo una stagione nella seconda squadra, arriva in prima squadra. Il suo esordio in Jupiler Pro League, il massimo campionato belga, è datato 4 maggio 2024 contro il Cercle Bruges. Da quel giorno, ha collezionato poi altre 91 presenze, ha segnato sei gol e ha fornito ben 23 assist.
ALLA SCOPERTA DI KARETSAS: LA SCELTA DELLA NAZIONALE
Essendo nato in Beglio da genitori greci, Karetsas ha il doppio passaporto e le due federazioni hanno iniziato a contenderselo fin da giovane: Kos, come è soprannominato dagli amici, gioca tutte le giovanili con le Under del Belgio, ma alla fine, il 24 febbraio 2025, annuncia di voler vestire la maglia delle Grecia. A spiegare il motivo è stato lo stesso giocatore in un'intervista a The Athletic del dicembre 2025: "Ogni volta che ho giocato per il Belgio mi sono sentito onorato. Ma c'era sempre una strana sensazione perché sapevo di sentirmi più greco. Quindi la mia decisione è stata sincera. Amo la Grecia, ci vado ogni anno. È come la mia seconda casa. Quindi sono davvero grato per tutto quello che il Belgio ha fatto, ma quando si tratta della nazionale, penso che si debba scegliere con il cuore. Nessuno mi ha forzato. È stata una mia scelta".
ALLA SCOPERTA DI KARETSAS: SI ISPIRA A JORDAN
Sempre in questa intervista, Karetsas ha raccontato di ispirarsi ad un grande sportivo come Micheal Jordan: "Ho semplicemente cambiato mentalità. Sono passato dall'accontentarmi di essere nella media al voler essere il migliore. È un cambiamento enorme. Ne ho parlato molto con i miei genitori, con Devon Maes (responsabile della preparazione atletica del Genk) e con Michel Ribeiro (vice allenatore). È un allenatore tecnico, ma è molto di più. Lo conosco da tutta la vita. Possono parlare per esperienza diretta dei momenti difficili, di come hanno fatto di tutto per uscirne. C'è sempre tanto clamore intorno a un giocatore emergente, soprattutto se è giovane come me. Quindi bisogna semplicemente isolarsi da tutto questo rumore e concentrarsi su ciò che si vuole diventare come giocatore e su come aiutare la squadra, che è la cosa più importante. Mi sono ispirato a Michael Jordan. Non dico che raggiungerò i suoi stessi risultati, perché è quasi impossibile. Ma si tratta di cercare di essere una versione migliore di se stessi ogni giorno. Fare tutto per il proprio lavoro. Ne sono ossessionato".
ALLA SCOPERTA DI KARETSAS: IL DRIBBLATORE GRECO CHE GUARDAVA I VIDEO DI MESSI E RONALDINHO
Il greco ha ovviamente degli idoli anche nel mondo del calcio come per esempio Messi, Ronaldinho, Neymar e Ronaldo "il Fenomeno": da bambino guardava i loro video e poi cercare di ripetere le loro giocate in campo. Ed è anche per questo che il suo punto di forza è il dribbling: "In pratica, fin da quando ho imparato a camminare, avevo un pallone sotto i piedi. Ne ero innamorato. E mio padre mi ha sempre incoraggiato a dribblare, perché sapeva che i giocatori più speciali, quelli creativi, sono proprio quelli che sanno fare il dribbling, e sapeva che anch'io avevo quel talento. Guardavo i video su YouTube delle grandi star: Messi, Ronaldinho, Neymar, il brasiliano Ronaldo, e poi uscivo per provare a essere me stesso. Perdere palla era una paura che dovevo superare. Molti allenatori delle giovanili mi dicevano di smettere di dribblare, di passare la palla, ma mio padre diceva: 'Non smettere mai'. E così non ho mai smesso. Sapete, non ho paura di osare in campo. Se non funziona per tre volte, e poi una volta la tua squadra segna, nessuno si ricorderà delle tre volte. Potrebbe essere un punto di svolta nella partita".
ALLA SCOPERTA DI KARETSAS: UN ASSIST VALE COME UN GOL
Oltre ad essere un grande dribblatore, Karetsas è dotato di una tecnica sopraffina e di un piede sinistro da favola che gli permette di essere anche un grande assistman. E per il greco fare un assist equivale a fare un gol: "Traggo molta soddisfazione dal fare assist perché sento di poter migliorare i miei compagni di squadra. Se hai un attaccante che sta attraversando un periodo difficile, puoi aiutarlo. È un bene per la squadra, ma anche per il giocatore, che si sente meglio, ed è una sensazione fantastica. Ovviamente, per un giocatore offensivo, niente batte la sensazione di segnare in prima persona, ma per me l'assist ha almeno lo stesso valore".
ALLA SCOPERTA DI KARETSAS: IL MILAN LO CERCA E LUI E' PRONTO PER IL GRANDE SALTO
C'è anche lui nella lista del Milan per rinforzare la trequarti di Amorim, anche se non sarà facile strapparlo al Genk che vuole almeno 40 milioni di euro. Una valutazione senza dubbio importante, ma a Casa Milan sono convinti che il greco possa diventare un top mondiale in futuro. Karetsas è giovanissimo e avrebbe quindi bisogno di adattarsi ad un campionato difficile come quello italiano, ma ha tutte le carte in regola per fare grandi cose. "Con mio padre abbiamo pianificato nei minimi dettagli il mio percorso. Prima di tutto, voglio affermarmi in Belgio e poi approdare in una squadra, quest'anno o il prossimo, vedremo" le sue parole a fine 2025. Qualche mese dopo il giocatore si sente pronto per il grande salto.


