A Cardinale nessuno sconto. Inchiesta arbitri: è tempo di verità. Abbonamenti: con la Curva e con i club
Qualcuno avrebbe preferito che il nuovo allenatore Rúben Amorim avesse parlato pacatamente di lasciar parlare il campo. Personalmente ho apprezzato molto, invece, il fatto che non abbia parlato di "obiettivo qualificazione Champions" (quello stramaledetto quarto posto), ma di vincere e dominare. Sbruffonate? Il DNA del Milan parla di vittorie, di trofei, di ambizioni: in questa direzione vanno costruite la squadra e la rosa, in questa direzione deve andare (tornare) la società una volta per tutte, in questa direzione devono andare i giocatori, in questa direzione non hanno mai perso la bussola i tifosi. Vincere, punto. Il secondo posto al Milan è una sconfitta.
Nonostante come al solito qualcuno, prevenuto o in mala fede o non a conoscenza della mia storia, non abbia voluto intendere il senso, ho detto chiaro e tondo nel mio ultimo video su Milancommunity che nessuno è disposto a fare sconti a Gerry Cardinale per uno, due, tre acquisti o per il suo recente presenzialismo in seno alle cose rossonere. I 4 anni che abbiamo alle spalle hanno parlato in modo chiaro e inequivocabile di un'assenza di legame con la storia, la tradizione, la cultura e la filosofia milanista: non è per Ramos e Gila che si cancellano molte, troppe colpe fondate su una presunzione granitica nonostante l'assoluta sconoscenza del calcio e della galassia Milan. Bisogna prendere atto della sua partecipazione in prima persona in tutti gli eventi recenti, è o può essere un cambio di rotta. Stiamo a vedere. Di sicuro bisognerà tornare a vedere assiduamente seduti in tribuna, in casa e in trasferta, i dirigenti dell'area sportiva. E casomai lo stesso Cardinale. Non esiste squadra in Italia che non abbia sempre al seguito le sue figure di riferimento in società. Un altro passo estremamente significativo sarebbe un depotenziamento di Ibrahimovic nelle sue ingerenze sulle questioni tecniche e di mercato.
A proposito di presenzialismo allo stadio. Sulla questione abbonarsi-non abbonarsi ho ripetuto più volte e ribadisco oggi che rispetto le decisioni di tutti, senza additare né insultare chi non la pensa come il sottoscritto. Prima di diventare giornalista, ero abbonato con i presidenti Buticchi, Pardi, Duina, Colombo, Morazzoni, Farina, Lo Verde: per oltre un decennio, prima dell'avvento di Berlusconi, il Milan è stato in mano a figure mediocri, modeste e in qualche caso rovinose. Tra i 70.000 spettatori in Serie B alla Milan-Cavese c'ero anch'io. Si tratta di stare vicini e sostenere la squadra, si tratta di vedere le partite che sono l'unica cosa che conta. La Curva Sud e i Club sono andati oltre, spiegando che non abbonarsi non sarebbe né una protesta, né un dispetto al club che potrebbe anzi vendere i biglietti ai turisti, visitatori e passanti a prezzi ancora più gonfiati di quanto già non siano. Condivido la loro posizione e quella di chi vorrà fare la tessera.
Dopo settimane di silenzio tombale, è riemersa l'inchiesta sul mondo arbitrale in cui la Procura coinvolge anche l'Inter. Nel mirino, dopo quelle con il Verona, il Bologna e in Coppa Italia con il Milan, è finita una quarta partita: Torino-Inter del 26 aprile di quest'anno per la quale il designatore Gianluca Rocchi avrebbe designato l'arbitro Maurizio Mariani "soltanto dopo il previo consenso della società nerazzurra", essendo Mariani "arbitro da questa non gradito". La chiosa è inquietante: "frode sportiva in concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto con costoro (...) i quali avrebbero agito per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente FIGC".
Non è solo questione di garantismo nei confronti di tutti gli altri club di Serie A e della credibilità del calcio italiano. Tutti ci siamo indignati per lo scandalo della revoca della squalifica al giocatore americano Balogun ai Mondiali, dopo una telefonata di Trump a Infantino. Le ingerenze politiche, diplomatiche o semplicemente "ad personam" non sono tollerabili a nessun livello. Rispetto profondamente anche il diritto dell'Inter di difendersi fino a prova contraria. Quel che è certo è che, dopo gli annacquamenti delle scorse settimane, di fronte a questo fatto nuovo grave, pesante e circostanziato secondo i testi della Procura, va fatta luce. In ogni angolo, in ogni pertugio.
Se davvero ai vertici del calcio italiano qualcosa è cambiato, cominceremo a capirlo non solo e non tanto dalla scelta del CT della Nazionale, ma soprattutto dalla chiarezza su questa vicenda.


