L'anticipo di Galli - Camarda e Comotto: pronti per la Scala del Calcio?
I raduni precampionato sono l’occasione per qualche giovane di porsi all’attenzione dall’allenatore della prima squadra. Questo è vero in particolare nella stagione che coincide con lo svolgimento del Campionato del mondo per nazioni: considerate le numerose assenze dovute alle convocazioni nelle rispettive nazionali, tecnico e staff devono necessariamente pescare nel settore giovanile che, nel caso del Milan, comprende anche Milan Futuro, la seconda squadra.
Il Milan si è presentato così, martedì 14 luglio, al raduno di Milanello, con un folto numero di giovani e giovanissimi: alcuni storici protagonisti del settore giovanile, altri acquistati per l’occasione, altri ancora acquistati lo scorso anno (specie nel ricco mercato di gennaio), altri, infine – e qui si trovano forse i nomi più interessanti – al rientro dai prestiti.
In questa categoria rientrano infatti Christian Comotto e Francesco Camarda, i due giocatori che, per ragioni diverse, ritengo più interessanti e sui quali ripongo le mie aspettative. Entrambi provengono da esperienze “lontano da casa” ed entrambi, anche senza l’assenza dei cosiddetti senior, avrebbero fatto parte della rosa dei giocatori convocati dal tecnico Amorim.
Cominciamo da Christian Comotto, il più giovane (anche se per un solo mese!). Classe 2008, figlio di Gianluca, difensore, tra le altre, di Torino e Fiorentina nei primi anni duemila. A soli 18 anni è reduce da una buona stagione allo Spezia in serie B, forse l’unico prestito indovinato dell’anno passato.
Allo Spezia, Christian ha collezionato 1.350 minuti in 30 partite, l’equivalente di 45 minuti per ogni partita in cui è stato impiegato. Chi lo ha allenato nella squadra ligure, con un illustre passato con la maglia rossonera, lo descrive come un serio professionista, applicato negli allenamenti, voglioso di apprendere, sempre in ascolto e attento osservatore, forse non ancora pronto per assumere il ruolo di principale costruttore di gioco ma certamente orientato a raggiungere presto quello standard. La stagione precedente Christian giocava in Primavera, una sorta di mezzala di raccordo, ovvero il ruolo riservato al centrocampista di qualità, quello più libero di alzarsi per inserirsi nell’area avversaria per andare alla conclusione (protetto in genere da mediani più quantitativi come Sala ed Eletu).
La sensazione è che Comotto non sia ancora un giocatore cristallizzato in un ruolo, in senso positivo: con il fisico (è alto 1,85) e la tecnica che possiede, potrebbe giocare in tutte le posizioni fra centrocampo e trequarti. “Time is on my side”, direbbe Mick Jagger. “Chi ha tempo non aspetti tempo”, dice tuttavia il proverbio. Dopo un anno in serie B, è difficile che il ragazzo si accontenti di una quarta serie, la categoria di Milan Futuro, anche se il nuovo tecnico, Sergio Navarro, è un mister molto bravo con i giovani. Se Christian non convincerà fino in fondo Amorim, sarà necessario un altro prestito possibilmente migliorativo e con elevata possibilità d’impiego. Il resto spetterà al ragazzo.
Diverso il discorso per Francesco Camarda. In attesa che Gonçalo Ramos si unisca ai suoi nuovi compagni, Francesco, cresciuto nel nostro vivaio torna infatti alla base. Il predestinato (e sfortunato) attaccante centrale di 189 centimetri, gioiello conclamato da quando aveva quindici anni, reclamato in prima squadra quando poteva giocare in Under 16, un percorso di sviluppo sciagurato, che sembra studiato apposta per ostacolarne la carriera. Nella stagione 2024/25, infatti, sembrò quasi che il Milan Futuro, fosse stato creato come veicolo per accompagnare la carriera di Francesco, troppo giovane per la prima squadra, troppo bravo per il calcio giovanile. Il risultato fu che Camarda si divise fra MF, Primavera e prima squadra (!), non mise a referto presenze sufficienti per disputare i play-out in Serie C e quindi non poté essere schierato quando c’era più bisogno di lui. Finì la stagione, presumibilmente frastornato, mettendo a referto 18 presenze in Serie C (con sette gol e due assist fra campionato e Coppa Italia), dieci in Serie A, quattro in Champions League, una in Primavera Youth League. Qualcuno (nell’ambiente Milan) disse addirittura che gli sarebbe servito di più fare un anno completo in Primavera; di certo la fretta di vederlo a San Siro non ha portato fortuna.
L’anno successivo, cioè lo scorso, Francesco è andato in prestito a Lecce, in Serie A. Una buona scelta? Prima di infortunarsi alla spalla, ha giocato con regolarità e con minutaggi onorevoli, spesso partendo da titolare. Poi, un lungo infortunio (20 partite saltate) e un rientro con il contagocce. Camarda ha 18 anni ma sembra che sia in giro da sempre: la sua precocità – molto mal gestita – ha finito forse per ritorcerglisi contro. Che cosa vorrà fare adesso il ragazzo? E che pensieri hanno per lui i dirigenti del Milan? Tutte le strade sono aperte: può rimanere in prima squadra a fare il secondo di Ramos (ma ancora una volta si rischierebbe di affrettare i tempi), oppure può andare in prestito in una squadra che lo valorizzi maggiormente. Difficile pensare che dopo aver giocato a San Siro, o comunque in Serie A, accetti una categoria che sta quattro gradini sotto, anche se, anche per lui, Navarro potrebbe essere l’uomo giusto. Tra l’altro avrà un concorrente naturale: Andrej Kostić, il cui acquisto è stato annunciato il 31 marzo, anch’egli punta centrale, classe 2007, 1,88 di altezza. Lo scorso anno ha giocato nel massimo campionato serbo segnando dieci gol più due nelle coppe.
Mi auguro che la presenza di Kostic sia un ulteriore stimolo per Francesco. Tutti noi rossoneri aspettiamo la sua definitiva consacrazione in Prima squadra. Tra meno di un mese, sia Christian che Francesco ci permetteranno di saperne di più sul loro futuro.
Buon lavoro ragazzi e in bocca al lupo!
(Ringrazio per il contributo Luca Villani attento osservatore del vivaio rossonero. I suoi articoli sul settore giovanile compaiono regolarmente sul blog ‘La complessità del calcio’).


