Cardinale: "Cerchiamo di resettare la cultura del Milan. Zlatan consiglia la proprietà, non lavora per il Milan. Ho scritto un messaggio ad Amorim..."
Lo scorso 16 luglio 2026, due settimane fa, il proprietario del Milan Gerry Cardinale è intervenuto come ospite, insieme al Senior Advisor di RedBird Zlatan Ibrahimovic, sul palco del WSJ Sports Event, organizzato dal Wall Street Journal ogni anno. Il manager americano ha parlato dei suoi progetti con il Milan e con lo stesso Ibrahimovic. Ribadiamo l'avvertenza: le dichiarazioni risalgono allo scorso 16 luglio 2026.
MILAN, LE PAROLE DI GERRY CARDINALE DELLO SCORSO 16 LUGLIO AL WSJ SPORTS EVENT
Sulle differenze America ed Europa nel rapporto entertainment-sport: "Come ho detto pubblicamente in Europa e in Italia, è stata una curva di apprendimento quella della mentalità americana di adattarsi a quella europea. In America è divertimento e sport: 25 anni fa abbiamo creato lo YES Network, Yankees Entertainment and Sports. Invece in Europa non cercano tanto la parte del divertimento perchè sono puristi per quanto riguarda gli sport ed è una cosa che bisognerebbe assolutamente apprezzare. I tifosi in Europa credono di possedere la squadra e questa è una cosa che va presa molto seriamente. Se in America vai a dire a Jerry Jones che non è il proprietario dei Cowboys (franchigia NFL di Dallas, ndr) ma lo sono i tifosi, credo che nascerebbe un po’ una polemica in merito… In Italia e in Europa non è questo il caso. La mia visione è che la parte di entertainment è quella che finanzia gli sport, dal momento che c’è stata questa grande escalation sui diritti televisivi. I distributori media se pagano questi prezzi vogliono lo spettacolo migliore".
Sugli stadi del Mondiale: "Una cosa che posso assicurare è che gli stadi dove si è giocato il Mondiale, come quello dei Cowboys a Dallas o quello di Atlanta, non avevano mai sentito i decibel che sono stati uditi in queste settimane. Garantito. E una delle prime cose che ti sciocca quando vai in Europa è proprio questa: i tifosi sono il dodicesimo uomo per eccellenza".
Sul vero ruolo di Zlatan con RedBird e con il Milan: "Zlatan lavora per RedBird non per il Milan, questa è stata una cosa difficile da far capire alle persone in Europa. Le aspettative erano che avremmo dovuto fare le cose per come sono sempre state fatte. Mi ricordo le prime volte che andavo in Italia, quando facevo domande che ero abituato a fare qui in America le reazioni erano abbastanza sorprese. Zlatan è un talento e sono poche le persone che riescono a essere grandi campioni in campo e fare il passaggio nel mio mondo: quando le vedo, le prendo. Quando ho incontrato Zlatan la cosa che mi ha davvero incuriosito è che vedevo che nella nostra squadra mancava una leadership e una cultura. Avere qualcuno nello spogliatoio che sa come vincere fa la differenza. Nel primo dialogo che abbiamo avuto gli ho detto che volevo capire insieme a lui come portarlo da essere lo Zlatan visto sul campo a uno Zlatan trasformato nel campo del business. E lui mi ha risposto: 'Gerry, la cosa che devi sapere su di me è che Zlatan sarà Zlatan, non controllarmi'. E ho pensato fosse grandioso".
Su uno scambio con Amorim dopo Argentina-Inghilterra (intervento del 16 luglio all'indomani della semifinale Mondiale, ndr): "Dopo la vittoria dell’Argentina contro l’Inghilterra ho scritto un messaggio ad Amorim: ‘Quello che è successo negli ultimi 10 minuti: possiamo allenare i nostri giocatori in modo che riescano a fare quello che ha fatto Messi in termini di cross?’. E lui mi ha risposto: ‘Stai sbagliando, i nostri giocatori già possono farlo. Dobbiamo insegnargli la mentalità di non avere paura di provarci"’. E credo che per me sia stato molto formativo".
Ancora sul ruolo di Zlatan Ibrahimovic: "Originariamente l’idea era che Zlatan venisse a lavorare in RedBird, non al Milan. La reazione, con i cambi che ci sono stati, è stata un po' quella di trascinarlo a diventare l'uomo chiave delle decisioni al Milan. Ma quello che sta facendo non riguarda solo questo. Riguarda il consigliare la proprietà sulle questioni di calcio. La grande qualità di Zlatan è che ha questa integrità e conosce il suo DNA, è un imprenditore con il suo DNA. Non glielo devo insegnare: quello di cui ho bisogno è che mi aiuti a vedere dietro gli angoli e a navigare in questo pericoloso ecosistema calcistico. Fa questo per me e mi dice come muovermi in questo campo minato".
La pazza idea di Cardinale per Ibrahimovic nel mondo del cinema: "Quando lavori con qualcuno, impari a conoscerlo bene. Lavorando con Zlatan c’è stato questo momento in cui l’ho visto, aveva ancora la coda di cavallo, e gli ho detto: ‘Saresti un grande cattivo per la serie di James Bond!’. Ho chiamato i ragazzi di Amazon e gli ho detto che avevo trovato il nuovo villain di James Bond. Quindi ho alte aspettative e guardando le performance qui in America come opinionista credo sia stato fantastico e autentico, per questo è diventato popolare tra gli americani (come opinionista televisivo, ndr). Credo abbia talmente tanto talento che possa essere sfruttato anche nel settore dell’entertainment mentre in parallelo continua con il calcio".
Su come in Italia accolgono novità come Hydration Break, mangiare durante le partite o altri aspetti di entertainment tipicamente americani: “Puoi introdurli solo quando ti trovi dalla parte della ragione. Ma non puoi essere nel giusto se non stai vincendo. Quindi tutto torna alla base: tu devi vincere e devi vincere con costanza. Ed è questo che ho pensato per noi, con i cambi che abbiamo fatto dopo l’ultima stagione: riordinare la nostra organizzazione dal punto di vista calcistico perchè non c’è nient’altro che interessa".
Sulla rivoluzione al Milan e i suoi quattro anni in rossonero: "Noi lasciamo che a parlare siano i fatti. Zlatan è stato qui negli ultimi 40 giorni: dalla fine della stagione abbiamo condensato un lavoro di sei mesi. Abbiamo fatto un'incredibile quantità di cambi. Stiamo cercando di resettare la cultura. Quest’anno Zlatan mi ha fatto una domanda che mi è ronzata in testa tutta la stagione: ‘Cosa rappresentiamo?’. Quando abbiamo comprato il Milan quattro anni fa avevano appena vinto il campionato: dopo Berlusconi il club non andava tanto bene ed era stato ceduto ai cinesi che però sono andati in bancarotta. Il fondo Elliott è entrato e io ho comprato il club da loro. Quando consideri tutto questo, puoi solo accodarti alla visione di qualcun altro. E questo collima con il fatto che l’Italia ha saltato il suo terzo Mondiale consecutivo. La Serie A era la Premier League quando eravamo piccoli: qualcosa è successo. Tutte queste cose sono correlate. E io alla domanda di Zlatan non sapevo cosa rispondere, perchè noi non rappresentiamo niente. Ho fatto un commento quando abbiamo annunciato Amorim, non era diretto a nessuno, in cui ho detto che quello che volevamo era giocare per la vittoria e non avremmo giocato per non perdere. Quello che è successo con l’Inghilterra (sconfitta in semifinale contro l’Argentina, ndr) è che dopo essere andati in vantaggio si sono messi con il 5-3-2, hanno giocato per non perdere. Se credi che lo sport è una metafora della vita, questo è un fallimento. Per questo abbiamo iniziato a fare questi cambi".
L'analisi di Cardinale sulla situazione del calcio italiano: "Abbiamo 650 milioni di tifosi in tutto il mondo e siamo la seconda squadra con più Champions League della storia. La ragione per la quale ci troviamo nella posizione in cui siamo adesso è la stessa per cui Disney e gli studios di Hollywood si sono svegliati un giorno e hanno scoperto che Netflix gli stava rubando la merenda. Quando sei al vertice e tutto ti sembra sicuro, devi avere un campanello d’allarme che ti porti sempre a ristrutturare le fondamenta e innovare. Hollywood non lo ha fatto e neanche la Serie A: la Premier è Netflix. E questo è un problema perchè la Premier prende 4 miliardi ogni anno di ricavi dai diritti tv, mentre la Serie A ne prende uno. Il campionato francese non è riuscito a chiudere nemmeno un accordo. Lo sport è composto dalla coesistenza dei grandi e piccoli mercati, con i grandi che hanno la responsabilità di aiutare quelli piccoli economicamente. Perché questo è lo sport. La federazione italiana ha fatto dei bei cambiamenti, hanno preso Paolo Maldini come direttore tecnico che è fantastico e costruiranno a partire da questo (l'intervento di Cardinale risale al 16 luglio quando Maldini era stato appena nominato direttore tecnico dell'Italia, ruolo che oggi non ricopre già più per i noti avvenimenti a livello federale, ndr)".


