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Amorim: se cambi ruolo a tanti perderai ancora più tempo. Un Moreira così a cosa serve?TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Franco Ordine
per Milannews.it

Amorim: se cambi ruolo a tanti perderai ancora più tempo. Un Moreira così a cosa serve?

È il caso di esaminare con attenzione il passo indietro del Milan contro la Juve per capire dove si nascondono le difficoltà e i dubbi della gestione Amorim. Spesso, durante il cambio di staff tecnico, si è portati naturalmente a lasciarsi condizionare dalle prime settimane di lavoro per ridisegnare le attitudini dei calciatori. È sempre successo, non è una novità, anzi è quasi un passaggio classico quando si cambia tecnico, magari esponenti di due culture diverse. E se, per semplice ipotesi, Amorim può essere stato indotto in errore dal debutto, a Torino, di Rabiot in quella posizione già occupata a Marsiglia con De Zerbi, poi i fatti, o meglio gli sviluppi delle successive partite possono aver fornito indicazioni diversi. Ma il punto essenziale è un altro ed è il seguente: si può fare così con un calciatore, difficile che l’operazione riesca perfettamente con due, tre perché allora tutto diventa più complicato. Per chiarire le idee è bene spiegare in modo didascalico quali sono i dubbi e le incertezze da eliminare al più presto.

In difesa le pedine sono contate e nel frattempo l’infortunio di Gabbia ha dato una mano perché De Winter è francamente cresciuto tra Venezia e Juventus a tal punto da relegare Kolo Muani in una zona d’ombra della partita. Qui problemi non ce ne sono. O meglio ce ne sarebbero stati qualora non fosse intervenuto il reintegro di Tomori considerato un errore da parte della solita compagnia di giro. A centrocampo cominciano i problemi. In teoria infatti le coppie stabilite fin qui da Amorim sono le seguenti: Musah-Modric in partenza e Jashari-Comotto in panchina. Come si capisce sarebbe utile rivedere lo schema e arretrare Rabiot sulla linea mediana in modo da aggiungere sostanza e personalità al settore. È vero che Musah sul piano della corsa e della resistenza offre garanzie ma il suo è un calcio molto disordinato e tecnicamente impreciso. In vista dell’Europa league - specie dopo la sosta quando il Milan andrà incontro al periodo di maggiore impegno (le famose 4 partite in 10 giorni citate dal tecnico portoghese durante l’ultima conferenza stampa) - forse un pensierino anche a Bondo andrebbe fatto.

Ma è altro l’aspetto interessante. Amorim deve convincersi che sui due lati, se vuole fare partita difensiva, Saelemaekers a destra e Bartesaghi a sinistra sono gli interpreti ideali. Moreira, non giudicabile a Torino, non mi ha fornito un solo spunto positivo: ha ricevuto 27 palloni e 27 volte li ha passati indietro a Gila qualche volta mettendolo in crisi. Mai che abbia affrontato un “uno contro uno”. Chukwueze mi sembra più inserito nello schema quando vuoi fare una partita offensiva. Ma il problema principale restano i due trequartisti e qui l’abbondanza non manca. Abbondanza che spesso induce ad alternare e quindi a sbagliare. In questi ruoli bisogna battezzare le coppie: Cisse-Pulisic a sinistra, Rabiot (meglio se subentra a partita in corso) -Loftus Cheek a destra con Hutchinson di ricambio. La cifra tecnica collettiva non è esaltante. E soprattutto siamo ancora lontani dall’aver trovato l’assetto giusto. Per questo motivo il viaggio a Roma contro la Lazio che l’anno scorso fu decisivo in negativo può fornirci qualche risposta autorevole.

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