Sciogliere i nodi Rabiot e Pulisic. Ramos, centravanti o maratoneta? Gila è già un leader. Con la Lazio ripartire dalla prima giornata
Non tornerò su Juve-Milan. Ho già espresso sul mio canale Milancommunity e sul blog di Filippo Galli "La complessità del calcio", le forti perplessità sulla formazione iniziale. L'augurio è di rivedere a Roma una squadra equilibrata, a partire dal ruolo e dalle mansioni di Rabiot, uno dei pochi giocatori-chiave di questa squadra dove abbondano i trequartisti (Cisse, Hutchinson, Pulisic, Loftus-Cheek e forse lo stesso Jashari), quindi non parrebbe il caso di inventarsene di nuovi. Il francese è un eccellente incursore, capace di coprire il campo attaccando, impostando e difendendo: perché metterlo lassù a pressare o a giocare spalle alla porta? Idem per Saelemakers: è un esterno, a destra o a sinistra, bravo ad accentrarsi. Oltretutto credo che l'upgrade da Musah a Rabiot sarebbe considerevole, così come Saelemakers a sinistra al posto di Estupinan. È ora di capire se Pulisic rientra finalmente nei piani di Amorim che sta aspettando la migliore condizione, o paga non so quali colpe: forse già sabato sera sapremo.
Ma questo è bar, mi rendo conto. La formazione la fa l'allenatore, la fa Amorim. Gli chiediamo solo di farci rivedere il Milan dell'amichevole contro il Manchester e quello della prima giornata a Torino. Di mantenere un assetto equilibrato e di rimandare gli esperimenti in occasioni più propizie che non in casa della Juventus... Capisco far sì che tutti si sentano coinvolti, ma preferire lo stralunato Moreira all'uomo più in forma dell'estate, Chukwueze, proprio non si è capito. Con la Lazio bisogna giocare una partita seria e attenta: ho visto tutte le prime partite della squadra di Gattuso, dall'eliminazione in Coppa Italia in casa con il Mantova (!) alle 3 vittorie consecutive in campionato (Bologna, Genoa e Udinese). Ci sono grinta, organizzazione, entusiasmo, idee. Forse il reparto avanzato non è tecnicamente elevatissimo, ma con Pinamonti, Cancellieri e Gudmundsson è numericamente più forte anche di quello rossonero. Noslin, Zaccagni e Isaksen portano fieno alla prima fila, Frattesi si imbuca e colpisce come un rettile, in difesa sono compatti. L'unica cosa che va dimostrata all'Olimpico è che la qualità dei rossoneri sia complessivamente superiore. Quei primi 70' della prima giornata non devono rimanere un episodio.
Servito a ripetizione contro il Venezia a San Siro, Ramos ha giocato (anzi, ha corso) in beata solitudine all'Allianz Stadium. Tagliate le ali, bloccati i rifornimenti in verticale, il centravanti è stato ancora una volta quello che ha percorso più chilometri tra tutti i giocatori schierati dai 2 allenatori. Un controsenso. Va bene che nel calcio moderno tutti debbano dare una mano nel difendere, costruire, attaccare, ma non credo sia il numero 9 a dover fare tutto più degli altri. La prima cosa dovrebbe essere l'idea di servirlo in area, poi casomai quella di chiamarlo fuori a sbattersi.
In attesa di Gabbia che sembra pronto, i 3 titolari della linea difensiva restano Gila, De Winter e Pavlovic. Forti nella marcatura a uomo, si perdono nei posizionamenti e nelle letture (soprattutto gli ultimi 2): più volte ho pensato che servisse un veterano tra loro, per aiutarli a crescere. Sembra comunque che lo spagnolo sia già un leader, chissà che gli insegni a limare questo difetto atavico. Forse non è un caso che, contro Torino e Juventus, uscito lui il Milan abbia preso gol. Forse.


