Cardinale ha parlato perché Amorim ha capito. Avanti con pazienza, entusiasmo e intelligenza
Al termine di Milan-Lecce 3-0 sono arrivate le parole piene di soddisfazione di Gerry Cardinale, con il numero uno di RedBird che si è complimentato con allenatore e squadra, e soprattutto ha sottolineato un aspetto fondamentale: con un nuovo corso tecnico ci vuole tempo e pazienza. "Sono stati tra i migliori 90 minuti di calcio che abbiamo visto. Voglio congratularmi con Ruben e con i nostri giocatori per aver continuato a lottare in queste prime partite prima della pausa per le nazionali. Non deve sfuggire a nessuno che un nuovo allenatore, con un nuovo stile di gioco e nuovi giocatori, avrà bisogno di tempo per trovare l’affiatamento giusto. E ringrazio i nostri tifosi per averci sostenuto in questa fase di transizione, mentre cerchiamo di sistemare le cose e riportare l’AC Milan alla sua tradizione vincente".
Tempo, pazienza e aggiungiamo noi anche intelligenza. Intelligenza nel capire se insistere su alcune cose e come farlo. Ma anche coerenza: che Amorim abbia cambiato il sistema di gioco non vuol dire che si è sconfessato. Anzi. Il portoghese proprio in conferenza stampa alla vigilia ha detto che la sua è una coerenza nelle idee e nelle intenzioni: che differenza fa giocare a tre o a quattro se poi il risultato, ovvero un Milan vincente che controlla la partita in lungo o in largo, è lo stesso?
Il portoghese ha riconosciuto comunque di dover essere meno intransigente e che l'esperienza di Manchester - lì sì che è stato sotto la pressione di stampa ed ex calciatori - lo ha fatto crescere molto: "Quello che ho percepito nelle ultime partite - e che avevo già provato allo stesso modo al Manchester United, motivo per cui non posso commettere di nuovo lo stesso errore - è che a volte non abbiamo le caratteristiche ideali per giocare in un determinato modo. Se non le abbiamo, dobbiamo adattarci un minimo: penso che oggi abbia funzionato, mentre in un'altra gara potremo tornare alla costruzione a tre. La cosa fondamentale è avere diversi modi di giocare, specialmente in Italia". E ancora: "Siamo migliorati molto. Penso che la libertà dei giocatori, il movimento e soprattutto gli inserimenti da dietro abbiano fatto la differenza. Nelle ultime partite abbiamo avuto qualche difficoltà perché avevamo una struttura davvero troppo rigida nelle posizioni, mentre oggi i giocatori avevano un po' più di libertà e, con un po' più di libertà, giocano meglio".
È evidente che il confronto post Benfica tra allenatore e proprietario, di cui ci avevamo parlato qui su MilanNews, è stato proficuo. Cardinale quindi ha ribadito ancora piena fiducia nell'allenatore che ha scelto personalmente in estate - e non fa mai male ricordare che negli ultimi anni nessun tecnico rossonero ha goduto di questa fiducia mediatica da parte del club - mentre Amorim è stato intelligente sia nelle scelte e sia nelle dichiarazioni. L'augurio è che da qui in avanti si possa trovare una linea solida in cui poi muoversi per fare scelte in base alla partita e all'avversario.


