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Le due frasi shock di Amorim che hanno fatto più rumore della sconfitta

Le due frasi shock di Amorim che hanno fatto più rumore della sconfitta TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Antonello Gioia
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Antonello Gioia
Oggi alle 07:30Serie A
È stato lui stesso a definire da dieci il mercato condotto insieme a Gerry Cardinale: Amorim e i primi nodi venuti al pettine.

Le dichiarazioni pre-partita di Ruben Amorim hanno fatto ancora più rumore di quelle rilasciate nel post-gara. A Sky Sport, Paolo Di Canio gli ha chiesto se al Milan avesse riscontrato le stesse problematiche trovate al Manchester United, due club che si assomigliano per storia passata e presente: "Ho seguito il Manchester. Ha avuto lo stesso approccio lì. L’ho seguito, ogni intervista col sorriso, vogliamo vincere… Poi però nella sede delle scelte Amorim ha mandato fuori Leao. Allo United ha messo fuori rosa giocatori che non gli piacevano. Sta facendo le stesse scelte al Milan. Vuole creare un gruppo. Lui cerca un calcio dinamico". Amorim ha confermato che le difficoltà sono analoghe e ha aggiunto di non avere a disposizione tutti i calciatori funzionali al suo sistema di gioco: "Allo United e al Milan trovo due grandi club e una grande pressione, dove la gente pensa che posso risolvere tutto in poco tempo. Questa squadra è diversa, è abituata a giocare a tre, i difensori sono veloci. Non ho le caratteristiche perfette perché è impossibile arrivare in nuovo club e avere tutto già pronto, so che ci sarà bisogno di tempo, e so anche che la pressione è così alta che non hai tempo. Ma preferisco fare questo tipo di lavoro perché significa molto per me: se devo fallire, è meglio che fallisco alla grande. Voglio aiutare questo club, non so se avrò il tempo necessario, ma i calciatori mi ascoltano molto in allenamento e questo mi dà la speranza che si possano trovare delle soluzioni”.

L'altra frase
L'affermazione che corrisponde a verità, dato che, come ha precisato lo stesso tecnico, non è possibile sistemare tutto in un'unica sessione di mercato. Ha poi sottolineato come sia al Milan sia al Manchester United l'ambiente, dai tifosi agli addetti ai lavori, si aspetti che lui arrivi e risolva ogni problema da un giorno all'altro; per riuscirci, invece, servono tempo e fedeltà alle proprie idee. E qui arriva l'altra frase shock. Quella "Se devo fallire, fallisco alla grande". In sostanza, significa che, in caso di insuccesso in rossonero, Amorim preferisce cadere con le sue convinzioni senza retrocedere sui propri principi. Forse giusto così, forse no: lo dirà il campo.

Scudo
Amorim è un allenatore che ama parlare e spiegare molto, ma talvolta finisce per essere fin troppo esplicito: se da un lato questo fa evidentemente comodo per la stampa, le discussioni e le analisi, dall'altro rischia di rivelarsi un vero e proprio autogol. Dunque, in questo momento Amorim deve aiutarsi: può perdere le partite o sbagliare un calciatore, sono errori che fanno parte del gioco, ma è stato lui stesso a definire da dieci il mercato condotto insieme a Gerry Cardinale. E ora la squadra non è funzionale al progetto. Ci sono troppe cose che non stanno (già) tornando.

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