Amorim, il Milan prende la sua forma: niente compromessi, ma la lezione di Manchester ha lasciato il segno
Ruben Amorim si sta facendo conoscere dal mondo Milan non soltanto per le sue idee tattiche, ma anche per il modo in cui gestisce comunicazione, spogliatoio e gerarchie. In poco più di due mesi ha mostrato una linea precisa: nessun trattamento di vaore, nessun titolare intoccabile e pochissima voglia di scendere a compromessi. Con nessuno. Ma c'è un dettaglio importante: l'esperienza al Manchester United gli ha insegnato che restare fedeli alle proprie convinzioni non significa ripetere sempre le stesse soluzioni.
GERARCHIE APERTE E BIG TRATTATI COME GLI ALTRI
Chi più di tutti ha provato questa nuova gestione lusitana è Chirsitan Pulisic. Nonostante il peso specifico dell'americano, Amorim ha aspettato addirittura cinque giornate prima di schierarlo dall'inizio, rispettando il percorso di recupero fisico e ciò che vedeva durante la settimana. Lo stesso principio ha portato anche alla conferma di Estupinan contro il Lecce nonostante le critiche post Lazio, mentre Moreira, protagonista proprio nella partita di Roma, pur attraversando un ottimo momento di forma (3 gol in 60'), è rimasto fuori dall'unidici iniziale contro i salentini.
Anche sul piano comunicativo Amorim non si nascone di certo. Ha difeso Modric dalle critiche e, quando si è sentito messo in discussione, ha risposto con decisione. È un allenatore che vuole proteggere le proprie scelte e che chiede al campo di stabile se abbia ragione o meno.
ADATTARSI SENZA RINNEGARSI: QUI SI GIOCA LA VERA SFIDA
Contro il Lecce è arrivato forse il segnale più interessante di questo primo mese di Amorim al Milan. Il tecnico portoghese ha modificato la struttura, utilizzando anche una difesa a quattro in fase di impostazione, adattandosi così all'avversario non stravolgendo più di tanto l'identità della squadra. Proprio ciò che, per sua stessa ammissione, vuole fare per evitare gli stessi errori commessi a Manchester.
Qui passa probabilmente il futro del suo Milan: mantenere identità, aggressività e principi senza trasformarli in dogmi. Le rotazioni continueranno, così come alcune scelte poco popolari che faranno discutere. Ma Amorim sembra aver fissato una regola semplice al Milan: nessuno gioca per il nome, tutti devono meritarsi spazio dentro il suo progetto. E il Milan, lentamente, sta iniziando ad assomigliare al suo allenatore.


