Costacurta: "Giusto dare tempo ad Amorim, anche Sacchi rischiò l'esonero. Contro il Benfica mi sono preoccupato, poi però..."
Negli anni è diventato uno dei volti di punta di Sky Sport da opinionista: Alessandro Billy Costacurta, una vita e tanti trofei al Milan, affronta con curiosità la nuova vita da commentatore. L'ex difensore è affiancato da diversi colleghi, tutti con grande personalità e conoscenze. Lui ha un atteggiamento propositivo, racconta in un'intervista rilasciata a Corriere.it: “Mi piace parlare di calcio mantenendo la mia attitudine al dubbio, non cerco scontri duri, preferisco l’approfondimento, colleghi come Capello e Di Canio sono più sicuri e mi stimolano, questione di carattere, se da calciatore ero un duro oggi sono più morbido”.
La domanda successiva ovviamente non può che essere sul Milan. Il suo Milan: “Contro il Benfica mi ero preoccupato perché non capiva come mettere in difficoltà gli avversari e non cercava la profondità. Avrei potuto giocare anch’io a sessant’anni visto che i difensori non sono mai stati costretti a scattare, i portoghesi hanno giocato con la pipa in bocca. Contro il Lecce ho visto un Milan diverso da quello degli ultimi anni, propositivo, promette bene. Credo che sia un po’ presto per giudicare, ma la squadra ha inviato messaggi nella direzione giusta, penso che voglia riconquistare San Siro: la verticalità nel gioco, il tentativo di aiuto reciproco e di essere squadra, cioè tutti o nessuno. Messaggi che ho notato a sprazzi, ma in fondo vedo la luce”.
Qualche consiglio ai singoli? "Estupinan se fa quegli errori lì, tipo sul gol di Cancellieri contro la Lazio, non può partire titolare, prima dovrebbe fare un corso per marcare in area; Loftus-Cheek ha potenzialità enormi, ma può fare meglio. Naturalmente mi riferisco al presente, finché non si riprendono è meglio che rimangano in panchina".
E su Amorim? "I primi due mesi sono difficili, ricordo che anche Sacchi all’inizio rischiò l’esonero, è giusto dargli tempo".
E ora è tornato il tempo delle Nazionali, speriamo che l’Italia si riprenda dopo questo inizio da incubo… "Abbiamo tanti giovani interessanti, l’importante è la strategia, io in questo senso non sono difensivista, penso che più volte entri in area e più facile è vincere, sogno un equilibrio sorretto più dall’ambizione che dalla pazienza".
Qualche nome, in generale, tra i giovani? "Doumbia è forte, Kayode è migliorato, penso che diversi giovani possano stuzzicare i titolari. Interessante anche Cisse nell’Under 21".
E Franco Baresi chi è stato per lei? "Era silenzioso verso l’esterno, ma aveva una gran voglia di condividere le sue conoscenze con tutti noi, ci ha lasciato un’immensa eredità: l’etica del lavoro, la disciplina per diventare squadra, l’eleganza verso l’avversario, l’attitudine a non protestare sfacciatamente, un grande".


