Ora Amorim è sull'attenti anche dal punto di vista comunicativo
Manuel Del Vecchio
Giovedì sera, con un Milan forza 4 e un Cisse da tripla, al termine della partita non si è visto un Amorim completamente rilassato e sorridente davanti ai microfoni. Certo, è compito dell'allenatore mantenere sempre i piedi per terra a tutti e far sì che non si vada troppo per aria. Anche perché domani si gioca con l'Atalanta, giovedì col Bournemouth, poi con l'Udinese, poi con il Bologna, poi con l'Inter e così via. L'allenatore non ha tempo per sorridere e "lasciarsi andare".
C'è da dire anche che di fronte ai complimenti ricevuti Amorim ha voluto sottolineare che non è stata la miglior partita del Milan finora, nonostante il risultato rotondissimo: "In altre parttite abbiamo avuto più controllo, ma oggi siamo riusciti a fare gol. Penso che a livello di prestazione generale abbiamo disputato partite migliori, ma poi si guarda solo il risultato. Però ovviamente sono contento della vittoria". Frasi di circostanza? O c'è anche altro?
Di sicuro c'è stata qualche disattenzione difensiva di troppo, si veda il passaggio orizzontale di Jashari, qualche incertezza di Bartesaghi nel primo tempo o il contropiede concesso con superficialità che ha poi portato all'espulsione di Filippo Terracciano. Da questo punto di vista Amorim fa bene a battere chiodo, perché l'attenzione e la concentrazione non sono mai troppe: "Penso che in altre partite abbiamo giocato meglio, da squadra. Stasera abbiamo giocato bene, ma in alcune situazioni, se loro fossero stati più precisi, ci avrebbero fatto gol. Abbiamo perso qualche pallone davanti alla nostra area, abbiamo avuto qualche problema in costruzione: c'è da lavorare".
Vero, c'è sempre da lavorare. Ma se si torna alla vigilia allora si capisce anche perché il portoghese è sembrato un po' contratto. In conferenza stampa, rispondendo ad una domanda sulle tante critiche ricevute, l'allenatore ha spiegato senza troppi peli sulla lingua: "Critiche? È normale nei top club, e l'ho capito fin dalla terza gara contro la Juventus. Io ho un lavoro da fare, il rumore intorno lo lascio alle altre persone. E quando guardo la squadra, stiamo migliorando. Stiamo controllando di più le partite, stiamo pressando di più, stiamo giocando di più con il pallone e ogni volta creiamo più occasioni. In un top club se non vinci è normale questo genere di cose".
Amorim si è presentato in piena buona fede parlando di dominio e di calcio offensivo. Dopo tre mesi ha capito che spesso e volentieri non c'è abbastanza onestà intellettuale per non usare termini ed idee entusiastiche come arma appena le cose non vanno. Oggi non ha parlato e non lo farà nemmeno prima dell'Udinese, quindi ci sarà un po' di "pausa" sotto questo punto di vista. Ma è comunque parso molto deciso sul voler smorzare i vari "ismi", sia in senso positivo che in senso negativo. È innegabile che il Milan, questo Milan, più di tutto ha bisogno di serenità ed equilibrio.


