Mafia, 'pizze' e polemiche. Il Milan domina sul campo
Francesco Specchia
Le polemiche, le chiacchiere, le risse mediatiche e non, distolgono l'attenzione dal focus principale. Il Milan si è confermato come la squadra più forte del campionato, la squadra da battere. A San Siro la Juventus ancora imbattuta in campionato ha subito il dominio del Diavolo per un'ora di gioco. Il ritmo del centrocampo di Allegri ha irretito la mediana bianconera costretta ad arretrare per non subire gli inserimenti dei centrocampisti rossoneri. Allegri, questa volta, annienta Antonio Conte con scelte precise e al contempo decisive. Muntari segna il secondo gol in due partite, uno in meno di Vucinic in un'intera stagione e offre 90 minuti da gladiatore. Se con la palla al piede non stupisce il popolo del Milan, senza palla è una calamita. Sradica palloni con cattiveria agonistica e precisione chirurgica facendo ripartire la squadra. Robinho ha messo a nudo tutte le lacune difensive di una Vecchia Signora poco arzilla. Pato era il terminale offensivo di quello che è sembrato più un albero di natale con lo stesso Binho ed Emanuelson che agivano tra le linee per essere imprevedibili. Birilli. Robson è in forma straordinaria quanto basta per far venire il mal di testa ai tre baluardi davanti a Buffon.
Il 2 a 0 che ne consegue (guardalinee a parte) alla fine del primo tempo lascia l'amaro in bocca perché troppo evidente la differenza tra le due squadre, misero al contrario il passivo. Al termine dei primi 45 minuti uno scandalo che scandalo non è. Galliani entra negli spogliatoi per chiedere chiarimenti a Tagliavento. Lo scandalo è che Tagliavento quel gol proprio non lo ha convalidato. Il resto è conseguenza di un furto che sa di beffa. Lamentarsi per un gol evidente, chiaro, solare, netto, palese, inequivocabile non segnalato, sembra il minimo si possa fare. I campionati si decidono così con sviste che potrebbero regalare testi, musica e canzoni alla Gialappa come a Elio e le storie tese. Divertenti allo stesso tempo assurdi. Come si pò non lamentarsi dopo quanto accaduto?!? Un quotidiano come Tuttosport apre con un titolo di cattivo gusto: 'aggredita la Juve'. Agli occhi del calcio italiano e mondiale, l'unica squadra che ha subito un torto tanto macroscopico quanto decisivo è la società di via Turati. Definire mafioso un tesserato che si lamenta per un torto subito (ci riferiamo a Conte che apostrofa Galliani) è un atteggiamento del tutto negativo di colui che sulle lacrime ha costruito il pareggio di ieri sera.


