Basta il pensiero...
Matteo Calcagni
La citazione "vendittiana" di Galliani, unita agli incontri con Gaetano Paolillo, può voler dire solo una cosa: il Milan sta pensando al ritorno di Ricardo Kakà. Il brasiliano, in questo triennio a Madrid, ha disputato 66 match su 114 nella Liga Spagnola: questo significa, numeri alla mano, che l'ex Pallone d'Oro ha una media presenze pari al 57.89% . Su questo dato statistico hanno influito i problemi ambientali ma soprattutto quelli fisici: la società rossonera, riprendendo il trentenne di Gama, dovrà mettere in conto anche questo (importantissimo) aspetto. Poi c'è la questione economica, forse la più spinosa in merito a questo ipotetico ritorno. Kakà, al Real Madrid, guadagna circa 11 milioni netti all'anno: a meno di rinunce esagerate e non preventivabili, il Milan dovrebbe riconoscere uno stipendio di almeno 5/6 milioni netti al brasiliano. Dopo aver ceduto Ibrahimovic e Thiago Silva, principalmente per ragioni di ingaggio, riaccogliere Ricardo a quelle cifre apparirebbe quantomeno curioso, a prescidere dal tipo di acquisizione e/o accordo col Real Madrid.
Infine bisogna ragionare sul piano tecnico/tattico: il verdeoro non gioca come trequartista da anni, tanto da essere diventato a tutti gli effetti una seconda punta. Il Milan, in quella posizione, può già contare su quattro elementi, Cassano, El Shaarawy, Robinho e Pato (quest'ultimo considerabile anche centravanti). Va da sé che, in caso di arrivo del brasiliano, almeno uno dei sopracitati dovrebbe obbligatoriamente partire. Tutto questo, infine, toglierebbe importanti risorse finanziarie per i ruoli in cui il Milan ha davvero necessità di investire: centrocampista centrale e centravanti in primis. Rivedere Kakà a San Siro sarebbe senz'altro suggestivo, ma siamo così sicuri che il Diavolo ne gioverebbe davvero? Il Milan medita su un suo ritorno, ma forse dovrebbe limitarsi al solo pensiero...


