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La giusta scelta di Pippo, da Super a Mister

autore
Stefano Maraviglia
per Milannews.it
giovedì 26 luglio 2012, 08:00Primo Piano
autore Stefano Maraviglia
26.07.2012 08:00Primo Piano
Alberto Lingria/PhotoViews
Alberto Lingria/PhotoViews

Da trentasei ore o poco più, Filippo Inzaghi è il nuovo allenatore degli Allievi Nazionali del Milan, una decisione attesa da tutti, quasi un evento. Si chiude così la storia calcistica di uno dei bomber più prolifici, temuti, decisivi, rispettati e carismatici della storia. Tanti infortuni a minarne la carriera, ma la forza di rialzarsi, nutrita dalla voglia di tornare ha aiutato SuperPippo a spuntarla sulla sfortuna. Legato come pochi alla maglia indossata, pur avendo vestito colori diversi, Inzaghi entra di rito nella categoria "bandiere". Parla di Milan e si emoziona, ha speso ogni aggettivo per descrivere il suo amore per la squadra, la società e la tifoseria rossonera.

Oggi entra nello staff tecnico, smettendo i panni del finalizzatore e vestendo quelli dell'allenatore, un ruolo che tutti sono sicuri lo celebrerà ancora una volta. Non ha voluto protrarre la sua carriera da giocatore, sarebbe forse stato sminuirla gratuitamente. Approdare in una piccola per continuare, magari rischiando di incappare in guai fisici o in scelte tecniche pro-giovani, non sarebbe stato giusto gettare al vento anni di gloria, solo per qualche mese in più. 1 Mondiale, 1 Europeo, 3 Scudetti, 1 Coppa Italia, 2 Supercoppe italiane, 1 titolo di Capocannoniere della Serie A, 2 Champions League, 2 Supercoppe Europee, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Mondiale per Club, la maglia che fu di Van Basten e poi quel gol al Novara, l'emozione tramutatasi in boato e lacrime, un'immagine che non poteva essere macchiata da altri colori. L'ultima firma da calciatore, il carattere più artistico ed elegante per incidere la parola "Fine", in una favola cominciata 21 anni fa e da 11 scritta in rosso e nero. Da "Super" a "Mister", cambia la nomina, ma resta l'eroe.

per Milannews.it

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