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Russia-Milan, tutto in alto mare. Lo spogliatoio vuole Matri. Juve: Prandelli, Giovinco e Cassano. Inter, è tutto quello che "Strama"?

autore
Mauro Suma
per Milannews.it
sabato 11 agosto 2012, 00:00Editoriale
autore Mauro Suma
11.08.2012 00:00Editoriale
Studio Buzzi
Studio Buzzi

Le cose non succedono da un giorno all’altro. Ed è evidente che se il martedì il presidente Berlusconi risponde con un “magari” e con un “porte aperte” all’opportunità di un investitore straniero dentro i conti del Milan e se il giovedì lo stesso presidente Berlusconi parte per Mosca, qualcosa dirà, qualche discorso importante lo affronterà. Così è stato. Si è parlato, ma niente illusioni, almeno per il momento. La pratica è in alto mare, o ai preliminari per usare un termine in voga nella stagione estiva delle qualificazioni calcistiche. Ai preliminari era del resto la stessa Inter a Maggio di quest’anno, al momento del viaggio del presidente Moratti in Cina. I frutti si sono poi visti, anche se a maggio l’Inter era per la verità in uno stato più avanzato mentre, ripeto, il discorso Milan è più in alto mare. A proposito di Inter, intendiamoci bene sulla joint cinese. Il club nerazzurro, gli osservatori sono in attesa delle cifre ufficiali, ha chiuso un esercizio 2011-2012 con molte perdite e al Club nel prossimo bilancio mancheranno gli introiti della Champions League. Dal canto suo, la Saras ha chiuso il secondo trimestre 2012 con una perdita netta di 131,8 milioni di euro, contro i meno 40,6 milioni registrati nello stesso periodo del 2011.  Nel primo semestre 2012, invece, la societa' petrolifera ha riportato una perdita netta di 117,7 milioni di euro, a fronte del risultato positivo per 82,2 milioni dell'analogo periodo del 2011. Quindi China Railway entra e collabora con l’Inter per sanare e puntellare una situazione, più che per immediati banchetti di mercato. Nel calcio di oggi, e questo vale per tutti e non solo per l’Inter, è sacrosanto e legittimo evitare illusioni.

Sia ben chiaro, Alessandro Matri è un giocatore della Juventus e una sua cessione è molto difficile. Ma quel colloquio Bonera-Matri dello scorso 21 Luglio, a Bari, al termine del Trofeo Tim è ancora molto attuale, almeno in casa rossonera. Tullio Tinti, il procuratore di Alessandro, è stato spesso in via Turati nel corso dell’estate. A cosa porterà tutto questo è presto per immaginarlo e per dirlo. I prossimi giorni saranno quelli della girandola delle voci sulle punte in predicato o meno di passare al Milan. Ma, per quel che può contare, e tenendo ben presente che al Milan il mercato lo fa la società, la soluzione per la quale tifa la squadra al suo interno, nello spogliatoio, è proprio quella di Matri. Ragazzo serio, forte, milanista, duttile. Matri ha tutte le virgole al posto giusto per arricchire il reparto offensivo del Milan. Cresciuto nella Primavera allenata da Franco Baresi, Alessandro ha esordito in Serie A proprio nel Milan, Maggio 2003, a Piacenza, quando Carlo Ancelotti all’ultima di Campionato, per salvaguardare i 18 di campo e panchina della finale di Manchester proprio contro la Juventus, mandò in campo molti giovani.

Cesare Prandelli, all’Europeo, è stato l’allenatore di Antonio Cassano e Sebastian Giovinco. Li ha alternati, valorizzati, utilizzati con diverse funzioni e in diverse zone di campo. Lo stesso Prandelli, sempre all’Europeo, è stato in grado di guidare molto bene i giocatori juventini, lo ha ricordato anche il collegio di difesa bianconero ai processi per le scommesse, verso la Finale. Con il massimo del rispetto per Antonio Conte e per il momento che sta attraversando dopo la squalifica per 10 mesi decisi dalla Commissione disciplinare, la soluzione Prandelli per la panchina della Juventus è stata sollevata sui giornali e viene quasi data per scontata in alcune redazioni. Sarà anche fantavalzer delle panchine, e di mezzo ci sono istituzioni importanti come la Figc che non vanno date per scontate e che pensano con grande determinazione alle qualificazioni a Brasile 2014, ma il matrimonio fra Prandelli e casa Juve non si è fatto già in un paio d’occasioni e pare difficile possa farsi proprio adesso. Però, nel caso in cui il Club bianconero entrasse nell’ordine di idee, la Federcalcio stessa potrebbe essere sensibile al problema che nascerebbe proprio dopo le sentenze dei propri, ancorchè autonomi, organi giudicanti. In ogni caso, teniamo il punto: Antonio Conte è l’allenatore della Juventus. Raggiunto e indebolito da una sentenza ma, eccezion fatta per l’area tecnica delle partite ufficiali, nel pieno delle sue funzioni. Se però così, clamorosamente, non dovesse più essere, c’è, in Italia, un allenatore saggio ed esperto che ha appena dimostrato di sapere guidare giocatori bianconeri e di far coesistere nella stessa rosa talenti importanti.

Quello di Stramaccioni quest’anno è tutto un altro sport. La sua squadra deve sempre giocare a calcio ma su un pianeta diverso. Non siamo più a fine stagione, con tutti gli obiettivi falliti, e con un livello di richiesta zero da parte della Società. Quel che viene viene, senza problemi e poi si vedrà. Questo era il clima del Marzo 2012. Da quell’atmosfera sono passati cinque mesi che, nel calcio, sono una eternità per come sa cambiare pelle questo sport da una settimana all’altra. Oggi c’è tutta una stagione davanti, c’è un gruppo che sta cambiando pelle, l’asticella delle aspettative della Società e dei tifosi è molto più alta. Ma molto più alta. In tutto questo, il tecnico romano ha fallito una grande occasione. Del resto era proprio lui, in conferenza stampa, a sghignazzare sui regalini del Milan al Psg. L’avversario, si sa è quello, E Stramaccioni, giovedì sera a San Siro, contro l’Hajduk Spalato (coefficiente Uefa 7.774 contro i 104.996 punti dell’Inter) aveva una straordinaria occasione: stravincere il confronto a distanza con il Milan e schiacciare almeno per il momento i rossoneri. Il Milan ne aveva prese 5 a New York dal Real Madrid (meglio non ricordare il suo coefficiente), e a San Siro erano in 40.000 a volersi divertire col chi non salta rossonero è. Il confronto a distanza fra il secondo tempo di Milan-Real e una bella goleada dell’Inter in Europa League contro l’Haiduk (7.774 di coefficiente, un punto e mezzo meno del Mlada Boleslav e qualche centesimo in più dell’Asteras Tripolis), sarebbe stato impietoso e avrebbe messo all’angolo il Milan. E invece niente di tutto questo, il Milan almeno un tempo lo ha pareggiato contro Cristiano Ronaldo. A San Siro, al contrario, si è vista una squadra, sul piano europeo, peggiore di quella che, con Ranieri in panchina, era stata eliminata dal Marsiglia in Champions League solo nel finale di gara. No, non è tutto oro quel che Strama.
 

per Milannews.it

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